Enzo Rocco e Carlo Actis Dato al Folcioni per i 20 anni di musica assieme e giusto vent’anni fa conobbi Enzo

Enzo Rocco e Carlo Actis Dato al Folcioni per i 20 anni di musica assieme e giusto vent’anni fa conobbi Enzo

Musica e poi aperitivo, dove volete che tanto ognuno se lo prende per se. Così Enzo Rocco  presenta il concerto Noise from the Neighbours – the (first) 20 Years Tour che lo vedrà domenica 26 novembre, alle 18.00, sul palco dell’istituto musicale Folcioni assieme ad uno dei sodali di vent’anni di musica: il sassofonista torinese Carlo Actis Dato. E giusto vent’anni fa ho conosciuto Enzo Rocco, nel 1997 in quella che forse a memoria fu la prima vera intervista fatta per Mondo Padano. In redazione mi dissero: “vah che è un tipo un po’ così”, facendomi intendere che insomma alle volte si incazzava un po’ col cronista. In realtà quello fu il seme della nascita di una bella amicizia.

Rimasi a casa sua a sentire le storie della sua musica per un paio d’ore. Non mi ricordo quante e che domande feci, e neppure se l’intervista che ne uscì fu bella o meno. Mi regalò alcuni dei dischi che aveva pubblicato allora, credo qualcosa del progetto tuba trio, con Rudy Migliardi ed Ettore Fioravanti, credo Pasodoble che era il disco in uscita con Actis Dato. I ricordi mi si confondono un po’. Ma ricordo che ogni volta che capitava l’uscita di un disco nuovo andavo sempre volentieri a fare due chiaccheire. Nel 1999 per l’uscita di Bad News from Tubatrio, con Ettore Fioravanti, Giancarlo Schiaffini e la partecipazione di Eugenio Colombo. Anno d’oro il 1999, quattro dischi usciti. Sicuramente tornai da Enzo per Marché aux puces, con il battersita Stefano Bagnoli, ricordo anche un bel concerto al Galilei di Romanengo.

Ma ricordo anche i racconti dei musicisti londinesi per l’uscita di London gigs, con giganti del calinro di Lol Coxhill e Veryan Weston a collaborare. E poi Paella & Norimaki, sempre con Actid Dato, che ho ascoltato tantissimo. Insomma non sto ad annoiarvi con il noioso nozionismo che alle volte mi distingue. Posso dire che Enzo mi ha dato una spintarella per iniziare a conoscere il jazz, che come molti sanno ascolto soprattutto ogni anno a luglio, mese in cui sospendo qualcoasi altro tipo di ascolto e mi disintossico a suon di Charlie Parker, Thelonius Monk (che adoro), Miles Davies. Insomma vado di classici.

Enzo invece è ben distante. Di sperimentazioni nella sua carriera iniziata mi pare nel 1985 ne ha messe in campo parecchie e con Actis Dato ha girato in lungo e in largo per il mondo e di dischi ne ha fatti 4. Voglio dire uno che la rivista Down Beat ha definito: “one of the best world’s baritone-saxophone players”. Vedere Enzo suonare a Crema è sempre un piccolo evento, è più facile sentirlo che so in Argentina o in Cile, quindi sfruttiamo l’occasione per sentire il duo che propone questa sorta di inclassificabile miscela di jazz e ironia, world music e divertimento, ritmi danzanti e improvvisazione senza rete condita con quella buona dose di umorismo e di teatralità. Ah mi sa che non ho mai detto ai miei caporedattori di allora che Enzo non si incazza (quasi) mai se ha a che fare con un interlocutore che ama la musica ed è curioso… anche se di jazz non capisce un cazzo (ma probabilmente direbbe di non capirne un cazzo anche lui con una delle sue beffarde risate).

Emanuele Mandelli

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