Expo, 80 mila euro per la sala Cremonesi… ma non era meglio l’Università?

Expo, 80 mila euro per la sala Cremonesi… ma non era meglio l’Università?

Ma l’Expo non doveva portare opportunità e entrate? A quanto pare per Crema sono solo spese. Una, piccola rispetto a quella di cui andiamo a parlare, l’abbiamo sottolineata noi, i 5.000 euro per il progetto culinario del Centro Galmozzi. Una la stigmatizza adesso Laura Zanibelli, capogruppo del Nuovo Centro Destra, 80.000 euro. Ecco cosa racconta:

E’ stata una sorpresa vedere un’immagine sui media locali della sala Cremonesi allestita per i corsi di formazione manageriale per EXPO.

Per chi non lo sapesse, la sala conferenza è al primo piano del S.Agostino.

Avevamo compreso che vi fosse installato un idoneo impianto audio e video, disponibile anche per il futuro. E fin qui niente di male.

Qualche dubbio era rimasto circa l’installazione di un servizio di traduzione simultanea, dovuta all’attesa di presenze straniere. Normalmente in corsi manageriali si utilizza la lingua inglese, senza necessità di un servizio di traduzione.

Dalla foto si vede che la sala è allestita anche con banchi e computer.

E’ venuto naturale pensare alle aule attrezzate presso la sede della nostra Università statale, aule che professori universitari e lo stesso Rettore quasi ci invidiano per altezza tecnologica.

Aule dotate di sistema di collegamento web e per corsi on-line, di traduzione simultanea (in aula magna), di registrazione con possibilità di patrimonializzare il contenuto dei corsi e aule allestite con PC.

Possibile che con tanto di struttura disponibile in città, per lo più finanziata da fondi pubblici anche dei nostri cittadini, si individui un’altra sala conferenze per un nuovo allestimento di tal genere?

Se è vero che l’intervento è costato alle casse comunali 80.000 euro e forse più, è inevitabile chiedersi con quale priorità questa amministrazione decida le spese.

Non ci venga a dire il sindaco che nel bilancio, anche 2015, si sacrificano gli interventi per lavori come manutenzione strade o verde pubblico, per mantenere inalterata la spesa sociale.

Gli 80.000 euro usati per la sala son anche provenienti da disponibilità tolta all’Ufficio Tecnico, è stata una scelta precisa.

La location del S.Agostino è certamente di rilievo culturale e turistico; ma valeva la pena spendere tale cifra quando in città, e stiamo parlando della dimensione di una città come Crema, abbiamo una struttura universitaria di eccellenza per corsi e molto ben attrezzata?

E’ stata persa così anche l’opportunità di valorizzare la sede universitaria oltre il territorio, verso professionisti e aziende interessate ai corsi EXPO e cioè ad argomenti su cui in parte e finalmente, dopo 3 anni, sembra avviata la definizione di corsi master di sviluppo dell’università, nell’alveo del percorso iniziato ormai 5 anni fa.

Nella struttura universitaria, i corsi EXPO potevano diventare occasione per individuare e rilanciare azioni di formazione specifica oltre il periodo EXPO stesso con le aziende partecipanti, grazie alla convenzione attiva con l’università.

Per valorizzare il S.Agostino in chiave EXPO, con molto meno di 80.000 euro si poteva organizzare qualche concerto in Sala Pietro da Cemmo per i partecipanti ai corsi.

Mentre se proprio si voleva investire in una sala, la nostra città ha carenza di sale di grande dimensione da 200 posti, non di 60-80 posti. Era il momento di ripensare all’allestimento della Sala Alessandrini; persino dei privati avevano dato disponibilità nel recente passato.

80000 euro : chiedete all’assessore Bergamaschi quanto avrebbe potuto fare per i cittadini, con i soldi dei cittadini, per interventi di manutenzione, ormai sempre più risicati!

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