“Oggi primo sopralluogo presso il rifugio antiaereo situato sotto l’area degli Stalloni a Crema . Con l’aiuto di Italo e la supervisione di Giorgio, è stato indagato l’unico rifugio antiaereo concepito e costruito a tale scopo sopravvissuto in città , tutti gli altri rifugi erano in genere ricavati da cantine e locali sotterranei adattati a ricovero , mentre questo è stato costruito appositamente in cemento armato con due entrate contapposte dotate di pareti antischeggia , ma tutto sommato poco profondo dal momento che la calotta superiore affiora a livello di campagna. La struttura si presenta dopo circa 80 anni ancora in buone condizioni a parte gli accessi che sono uno murato e l’altro ostruito da macerie. Per l’ispezione abbiamo usato inizialmente una telecamera endoscopica per indagare la situazione all’interno in un secondo tempo liberata parzialmente una delle due entrata dai detriti abbiamo aperto un piccolo varco che ha permesso di accedere carponi all’interno . Purtropp il pavimento del vano è attualmente allagato da acque meteoriche per una profondità di circa 30- 35 cm e cio’ ha limitato l’esplorazione, sarà necessario tornare con stivali ed attrezzatura adeguata”.
Così postò via social l’appassionato ricercatore Alberto Tuzza
stefano mauri





