Nato a Cremona nel 1973, dove vive tuttora, Federico Centenari, è un giornalista (e direttore del giornale online “Cremona Libera”) e scrittore libero. Nel 2024 ha pubblicato il libro “Il giorno immutabile), con la casa editrice Edagricole, ha in pubblicazione un manuale di coltivazione dei cactus, una delle sue passioni dopo la scrittura e la musica ed è in uscita col romanzo “La verità è una condanna”, romanzo che ruota intorno al tema della memoria rimossa. Così l’autore, al sito Transeuropaedizioni.it ha raccontato il suo nuovo lavoro: “Il tema del rimosso mi affascina da sempre. Non ho condotto studi psicologici ma la psicologia è da molti anni uno dei miei interessi, tanto che molto tempo fa ho studiato i rudimenti di questa disciplina su alcuni manuali specialistici. Il rimosso, grazie anche ad alcune letture di opere di Freud, è un tema che mi intriga moltissimo, così come il tema, sempre descritto da Freud in un suo breve saggio che cito in esergo, del “perturbante”, ossia qualcosa che ci è familiare ma che genera in noi turbamento (si pensi al racconto “L’uomo della sabbia” di Hoffmann, citato dallo stesso Freud). Lo stesso tema del “perturbante”, come si può intuire, è connesso alla rimozione e alla sensazione di déjà vu, ed è attorno a questo nucleo psicologico che si muove la storia che ho scritto. Ecco, direi che è da questi concetti – rimozione, perturbante, déjà vu – che è nata l’idea del romanzo. Da tempo mi ripromettevo di scrivere una storia che mi permettesse di indagare tra le pieghe della psiche umana e l’idea, la cosiddetta scintilla, è arrivata in un momento inaspettato. Un paio di anni fa stavo infatti terminando il mio primo romanzo e durante un volo per Madrid ho avuto una piccola intuizione inattesa mi ha suggerito quello che è poi il cuore di questo secondo romanzo. Durante il volo ho appuntato tutto di fretta su un taccuino e alcuni mesi dopo, una volta terminato il primo libro, ho iniziato a sviluppare l’idea del secondo per poi cimentarmi nella prima stesura, che ha richiesto solo un paio di mesi dal momento che nella mia testa la storia era ormai perfettamente delineata. Poi, naturalmente, mi sono serviti diversi mesi per le tante revisioni e per affinare la storia, che come sempre mi accade si è evoluta quasi autonomamente e ampliata nel corso della fase di prima stesura”.
stefano mauri





