- Contesto
Fondata da Mohammed Timraz (Gaza) e Féile Butler (Irlanda), è iniziata come uno scambio di disegni dei bambini su WhatsApp. Mohammed e Féile hanno rapidamente compreso che questa intima testimonianza dell’esperienza infantile del genocidio doveva essere condivisa con il mondo.
La prima esposizione ha avuto luogo in Irlanda nel luglio 2024, presentando 55 opere d’arte di 12 artisti viventi (dai 3 ai 17 anni) e di 2 bambini uccisi (di 9 e 13 anni). Da allora, il progetto si è ampliato su più fronti. È stato esposto da Chicago a Roma, da Londra a Berlino, con nuovi paesi e città che si aggiungono continuamente. Nel giugno 2024, il team ha costruito “The Artists’ Tent” a Deir al Balah, uno spazio dedicato all’organizzazione di laboratori artistici per bambini, che si sono svolti regolarmente fino a quando la “tregua” di 60 giorni è stata interrotta il 18 marzo 2025. Nel primo anniversario, il 5 luglio 2025, i laboratori sono ripresi – questa volta in nove sedi della Striscia: a Gaza City (3), Nuseirat, Deir al Balah (3), Khan Younis e Al Mawasi.
I laboratori offrono ai bambini un luogo per reclamare un frammento della loro infanzia, ritrovarsi in amicizia e creare arte per elaborare il loro mondo, condividere ricordi ed esprimere emozioni.2. Etica dietro l’Esposizione
Il genocidio è il risultato di una disumanizzazione assoluta. Un gruppo riduce l’altro a uno status subumano, ma perde anche ogni connessione con la propria umanità per poter compiere tali atti di barbarie depravata. Invertire la disumanizzazione è un principio fondamentale del progetto.
L’esposizione è una piattaforma per i più vulnerabili, i più privi di voce e i più colpiti da questa violenza, per condividere con il mondo la realtà di vivere un genocidio. Questi sono bambini singoli che presentano le proprie esperienze individuali. Ciò è fondamentale per il progetto.Ogni opera d’arte è accompagnata da una “dichiarazione”, che include il nome, l’età e la foto dell’artista, oltre alla sua descrizione dell’opera.
5. Pubblicità dell’Esposizione
La pagina Instagram ufficiale (https://www.instagram.com/heart.of.gaza/ - Attività Collaterali
Il progetto è più di una semplice esposizione di arte infantile dal genocidio. È fondamentale che i giovani artisti palestinesi sappiano che la loro comunicazione con il mondo è stata ricevuta. Si tratta di un dialogo a due vie tra gli artisti a Gaza e coloro che sono “all’esterno”.6.1 Laboratori Artistici
Ospiteremo durante la mostra un laboratorio di disegno dove il pubblico può creare opere in risposta ai messaggi dell’esposizione. Queste opere vengono digitalizzate e inviate a Gaza.6.3 Raccolta Fondi
Il progetto ha una campagna dedicata su Chuffed (https://chuffed.org/project/128384-heart-of-gaza
Il denaro raccolto finanzia i laboratori in 9 sedi della Striscia di Gaza e, in eccesso, sostiene la comunità di Mohammed a Deir al Balah con cibo, acqua potabile, latte in polvere, medicine e aiuti economici.






