Le presentazioni sono in programma il 15 ed il 22 aprile presso la sala Bottesini
Crema, 8 aprile 2026
Grazie alla collaborazione con l’IIS Bruno Munari e con il patrocinio del Comune di Crema, in data 15 e 22 aprile alle ore 20.30 ad ingresso libero, presso la sala Bottesini della Fondazione San Domenico (primo piano), si terranno due serate di presentazione dedicate ai progetti del Concorso New Design, indetto dal Ministero dell’istruzione e del merito.
Saranno presenti il Sindaco del Comune di Crema Fabio Bergamaschi, il Presidente della Fondazione San Domenico Guido Giordana, il Dirigente l’IIS Bruno Munari Simone Fermi Berto, oltre agli ex studenti dell’Istituto che hanno realizzato i progetti e le docenti organizzatrici, Sabrina Grossi e Barbara Belloni.
“Queste due serate rappresentano un’occasione preziosa per la città di Crema, perché restituiscono alla comunità il lavoro, l’intelligenza e la sensibilità progettuale dei nostri giovani. I progetti presentati testimoniano come la formazione offerta dall’IIS Bruno Munari sappia coniugare qualità tecnica, visione culturale e radicamento nel territorio, elementi fondamentali per immaginare il futuro delle nostre città.
Come Amministrazione crediamo fortemente nel valore della collaborazione tra istituzioni culturali, scuola e realtà locali: è in questo dialogo che si costruiscono percorsi concreti di crescita e innovazione. Iniziative come questa non solo valorizzano il talento degli studenti e degli ex studenti, ma contribuiscono a rafforzare una cultura della progettazione consapevole, capace di interpretare le sfide contemporanee a partire dalla memoria e dall’identità dei luoghi.
Un ringraziamento va alla Fondazione San Domenico e all’Istituto Munari per aver promosso questo percorso, che conferma Crema come un laboratorio vivo di idee, competenze e progettualità al servizio della comunità.” – ha dichiarato Bergamaschi.
“Conosciamo molto bene la realtà dell’Istituto Munari grazie al Premio Carlo Fayer che ospitiamo nei nostri spazi e siamo entusiasti di dare il via a nuovi progetti, tra cui queste due serate, ma non solo. Avremo modo la prossima settimana di parlare di un’altra iniziativa che stiamo realizzando insieme. È bello vedere come i ragazzi si mettano alla prova praticando nel concreto ciò che stanno studiando.” – ha dichiarato Giordana.
Nelle due serate, l’IIS Bruno Munari presenterà quattro progetti, tutti approdati alla fase di prototipazione e successivamente esposti alla Biennale di Venezia. Inoltre, due di questi, Il Passaggio Sociale, recupero dello spazio dell’antico teatro e Castelluccio di Norcia, il futuro scolpito nella memoria, si sono classificati tra i primi tre a livello nazionale
EX STALLONI, UN PARCO PER LA STORIA E PER LA COMUNITA
Progetto sviluppato da alcuni ex studenti dell’indirizzo Design: Carolina Lucchetti, Giulia Maffeis, Alessandra Montani, Pietro Villa, Martina Zucchi.
La riqualificazione degli Ex Stalloni di Crema non è solo un intervento urbanistico, ma un tentativo di riflessione sull’identità collettiva della comunità. Si cerca di creare un dialogo tra passato e futuro, utilizzando materiali tradizionali e innovativi che raccontano una storia condivisa. Il progetto mira a onorare la memoria del luogo, trasformando un’area dimenticata in un simbolo di accessibilità e vivibilità. Nei chiostri, è presente il calcestruzzo autorigenerante, in grado di resistere nel tempo e riparare autonomamente eventuali rotture. La struttura del nuovo edificio e i cubi all’esterno del museo delle carrozze sono in vetro fotovoltaico, il quale produce energia pulita e illumina naturalmente gli spazi. La resina luminescente, utilizzata per riprodurre le tracce delle mura federiciane, emette luce acquisita da fonti energetiche, creando un richiamo visivo significativo. L’architettura si integra così con l’ambiente, unendo innovazione e memoria in un dialogo continuo.
ROVINE CONTEMPORANEE, RECUPERO DI UNA SCUOLA ABBANDONATA
Progetto realizzato da alcuni ex studenti dell’indirizzo Architettura: Ludovica Avaldi, Alice Lazzarini, Lorenzo Mennillo, Miragoli Elisa.
Il progetto si fonda sul recupero di una scuola abbandonata all’incuria del tempo, che rappresenta le radici del futuro. L’edificio incompleto diventa un’opportunità di rigenerazione, dove il passato e il futuro si intrecciano. L’uso di materiali innovativi, come il calcestruzzo autorigenerante, il cemento bioricettivo per le pareti verdi e il vetro fotovoltaico BPV, si unisce ai materiali tradizionali, come cemento e laterizio, creando un nuovo linguaggio architettonico. Questa fusione tra modernità e tradizione genera uno stile simile al “non finito”, dove l’incompiuto non è mancanza, ma un processo di continua evoluzione, un segno di trasformazione e adattamento al contesto, dove gli elementi naturali entrano in connubio con gli edifici
CASTELLUCCIO DI NORCIA, IL FUTURO SCOLPITO NELLA MEMORIA
Progetto realizzato da alcuni ex studenti dell’indirizzo Architettura: Mariasole Alberici, Ginevra Benelli, Francesca Ferri, Gabriele Inzoli, Maria Martignoni, Gabriele Mizzotti, Samuele Redondi.
Il progetto trasforma Castelluccio in un museo a cielo aperto, un memoriale che intreccia passato e futuro, dove l’architettura diventa un atto di resilienza e innovazione. Le nuove architetture non ricostruiscono semplicemente ciò che è andato perduto, ma ne reinterpretano l’anima, con materiali che uniscono tradizione e tecnologia. Le murature in pietra si consolidano con fibre di carbonio, il cemento si evolve in strutture UHPC, mentre il vetro fotovoltaico e i percorsi in Pavegen trasformano lo spazio in un organismo vivo, capace di generare energia e adattarsi al territorio. Le chiese emergono tra materia e luce, la piazza diventa una traccia di memorie e nuove funzioni, un parco panoramico ridefinisce il legame con il paesaggio.
IL PASSAGGIO SOCIALE, RECUPERO DELLO SPAZIO DELL’ANTICO TEATRO
Progetto sviluppato da alcuni ex studenti dell’indirizzo Design: Leonardo Cremonesi, Irene Forner, Greta Boschiroli Giroletti, Lorenzo Pilone, Sergio Soliz.
Il Teatro Sociale, progetto del Piermarini, venne distrutto da un incendio. Unica traccia del teatro storico rimasta è una piccola porzione di edificio che il progetto intende trasformare in un archivio. Le “costole” strutturali del portico pedonale ruotano alla ricerca di una linea immaginaria di collegamento con i precedenti progetti ed il profilo della copertura diventa la rivisitazione della facciata del teatro storico. Progettualmente, l’attuale parcheggio diviene il parco cittadino.
L’elemento che accomuna questi lavori è la loro forte radice territoriale e culturale: essi affrontano temi legati alla salvaguardia del patrimonio architettonico, ambientale e culturale, con particolare attenzione al territorio.
L’esposizione nelle due serate non rappresenta soltanto la presentazione di elaborati scolastici, ma costituisce la testimonianza di un percorso di alta formazione progettuale, in cui gli studenti hanno saputo coniugare ricerca storica e analisi del contesto, sensibilità estetica e funzionale, consapevolezza civile e culturale e capacità ideativa, tecnica e comunicativa.
Si tratta dunque di lavori che esprimono in modo evidente la capacità, la maturità progettuale e il valore culturale raggiunti dagli studenti dell’IIS Bruno Munari di Crema, confermando il ruolo dell’Istituto come realtà di riferimento nella formazione artistica e progettuale del territorio.
Le due serate assumono, inoltre, un’importante valenza orientativa per gli studenti del triennio dell’Istituto. I progetti saranno infatti presentati da ex studenti del Munari, oggi matricole universitarie, laureandi e laureati, che potranno offrire una testimonianza concreta del proprio percorso di crescita formativa e professionale. Questo rende l’iniziativa un’occasione particolarmente significativa di orientamento tra pari, capace di accompagnare gli studenti attualmente iscritti verso scelte più consapevoli e mature in merito al proprio futuro accademico e progettuale.
“Le due serate presso la Sala Bottesini vogliono essere non solo un momento espositivo, ma anche un’occasione di restituzione alla città e di orientamento formativo, affinché la comunità possa conoscere da vicino l’impegno, la competenza e la visione dei nostri studenti e dei nostri ex allievi, nonché il contributo che la scuola può offrire nella valorizzazione del patrimonio locale e nella costruzione di una cultura del progetto attenta al futuro, ma profondamente consapevole delle proprie radici.” – ha dichiarato Fermi Berto.
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