Generazione X, e nel paesello mancano i professori per iniziare la scuola

Generazione X, e nel paesello mancano i professori per iniziare la scuola

Quando l’esasperata voglia di divertimento inizia a scivolare nel ritorno alla normalità, ci troviamo di fronte ad assurdità ancora più evidenti perché sobriamente reali. Per l’ennesimo anno consecutivo, a Capralba, terra di confine provinciale per dieci giorni la scuola media andrà in scena per tre ore al giorno invece delle consuete cinque. Questo perché, proprio l’essere paese di frontiera lo porta ogni anno ai ranghi di partenza a organici dimezzati e, salvo qualche raro caso di affezione al luogo, qui i ragazzi cambiamo insegnanti con la velocità con cui Facebook cambia le impostazioni della privacy.

Assodato che il dirigente scolastico è innocente, mi domando se non sia possibile per l’anno prossimo amticipare il valzer delle nomine a luglio così da avere una situazione normale agli inizi di settembre e non perpetuare questo classismo di seconde scelte e secondi servizi nell’istruzione obbligatoria.

Se poi a questo, aggiungessimo anche la speranza di far comprendere ai professori che le vacanze non servono per far completare il programma non svolto e che il PIL ai ragazzi dovevano spiegarlo loro e non noi genitori, nei già tormentati giorni di inizio settembre, potremmo parlare di una piccola riforma. Una riforma senza un cognome che la ricorderà ai posteri, semplicemente la riforma del buonsenso, che nell’istituzione scolastica è d’obbligo essere preteso solo dagli alunni.

Barbara Locatelli

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