Guadagnino non conceda il bis. Simonetta da Sanremo e l’Onda Irregolare

Guadagnino non conceda il bis. Simonetta da Sanremo e l’Onda Irregolare

Tutti in piedi ad applaudire il poeta scrittore, purtroppo tradito da un male incurabile e volato in cielo troppo presto Angelo Gasparini.

Educato, acuto, ironico, ispiratissimo, buono, Angelo sapeva mettere in versi le emozioni che, magari anche improvvisamente, ecco nascevano dentro di lui.

“I tuoi occhi son l’onda irregolare ed io la risacca, che si lascia cullare”: questo l’incipit del suo ultimo libro, raccolta poetica intimistica da leggere e rileggere (Epika Edizioni) appunto intitolata “Onda Irregolare”.

Sì, in questo mondo ordinariamente fluido, Angelo Gasparini era, è e sarà straordinariamente denso. Chapeau e ovunque si trovi applausi a lui.

Guadagnino regista del “Filmone” (Made in Crema e Cremasco) “Chiamami col suo nome”, condizionale d’obbligo, mah sembrerebbe (ma non voglio crederci, vedrete trattasi di bufala) intenzionato a girare un seguito, contestualizzato … “avanti dieci anni” dalla storia originale, dell’ottima pellicola in gara per gli Oscar.

Mi consenta Guadagnino, non cada in tentazione: “Call me by your name” è riuscito con delicatezza (la stessa che aveva nei suoi versi, nella sua vita Angelo) ad emozionarci. Ergo, lo lasci stare che è già eterno.

Davide Simonetta, cantautore ispiratissimo cremasco, schivo, timido, ispirato, densamente vero e guizzante, lontano dalle luci della ribalta, nelle vesti di autore è al Festival di Sanremo per la terza volta. Standing Ovation. E le sue canzoni (realizzate in sinergia con altri artisti), vale a dire “Così sbagliato” cantata dalla band Le Vibrazioni e “Il mondo prima di te” interpretata dalla solare (paradosso degno di nota), ma sensualdark Annalisa… lasceranno Il Segno.

Cos’hanno in comune i personaggi poc’anzi citati oltre all’arte, alla cultura e al fatto di essere … sì cremaschi. Mah semplicemente si sono sempre contraddistinti e sempre lo faranno (Angelo Gasparini sarà sempre, attraverso i suoi scritti, tra noi) per straordinaria pacatezza nei toni e meravigliosa, reale, piena, densità di contenuti. E in questo mondo vuoto, gridato, stonato, sguaiato e virtuale, tutto questo è tanta bella roba. No?

Stefano Mauri

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