I monolocali in zona sala Alessandrini costano poco ma c’è chi vive al Barcelona

I monolocali in zona sala Alessandrini costano poco ma c’è chi vive al Barcelona

Ero li che leggevo un giornale, quando vedo una foto di Elthon Jhon allora comincio a massaggiarla con il vinavil, lei mi ringrazia e io alzo il dito medio in modo repentino,ma poi gli chiedo scusa e gli intesto un monolocale vicino alla sala Alessandrini. Poco dopo mi vien una voglia immorale di cannoncini allo zabaione allora comincio a vagire come una volpe davanti ad un negozio di ceramiche.

Ad un certo punto nel mio salotto appare un ampolla contenente l’essenza di un monaco Barnabita che mi dice sottovoce:”Ei tu moscardino la sai la pastocia della gatacornia?

Io incredulo faccio finta di niente e per non farmi vedere a disagio comincio a cucire con della stoffa di seconda mano una vecchia bandiera sgualcita del regno sabaudo, lui mi si avvicina e comincia a danzare leggiadro come un sempreverde dei passi del bolero di Ravelle, ci innamoriamo, viviamo un amore folle,poi cominciano gli stenti ci allontaniamo ,non mi fa piu’ vedere i figli, io gli preparo una tisana e tutto torna come prima. Siamo ancora due sconosciuti, lui mi richiede “la sai la pastocia della gatacorgna’? “dico di no e mi consiglia di andare da Dornetti a comprare un opuscolino che spiega come crearsi le proprie pastocie preferite

Allora apro una confezione di taralli della panem e dentro vi trovo la mia Nissan micra, ci sorridiamo le insapono le portiere e via partiamo verso l’avventura.

Parcheggio in piazza Istria e dalmazia metto dell’uva sultanina sul parabrezza da dare ai mendicanti perché so che ne vanno ghiotti e muovendomi come solo Tutancamon saprebbe fare vado al Barcelona cafè a schiacciare un pisolino. Rigenerato come non mai decido di stringere la mano a diversi passanti per sentirmi meno solo.  Quando davanti ai miei occhi appare un uomo vagamente somigliante a Gatto Panceri, tra noi comincia un gioco di sguardi che dura un pugno di sale, prendo il coraggio dal fondo della mia bisaccia e lo avvicino, lui per tenermi a distanza costruisce un piccolo recinto e si proclama sindaco della città di recinto poli. Allora chiedo udienza per parlare con lui. Mi soncesgna un foglietto. Un uomo che tiene un cucciolo di Samoiedo al guinzaglio passa di li e mi dice .

_ Daga mia Tra quel li l’è un cornuto!

Io arrossisco e decido di vomitare il pranzo della mia circoncisione.

Il sindaco nel recinto si fa intimidire dal mio gesto e mi racconta la sua favola.

Mi dice che in realtà lui è una lei …ma ha cominciato a fingere di esser un uomo quando tutti le facevan notare la sua somiglianza con Gatto Panceri… il suo fidanzato la tradiva sempre e lei stanca di avere le corna divenne un lui…

Quindi il gatto con le corna era una gatta con le corna ovvero una gatacorgna….

Tornai a casa e trovai un biglietto…

Io in realtà non sono un essenza di frate barnabita sono..un topo d’appartamento…. E si sa che quando il gatto non c è i topi ballano….per quello ho danzato il bolero di Ravelle avresti dovuto capirlo….. ma non sei stato furbo come un gatto….quindi cornuto che non sei altro io ti svaligio casa!

Ci  rimasi davvero male quella volta quindi decisi di adottare un bambino a distanza…

Quando il bambino diventò grande cambio nome in Aldair…si quello che ha giocato nella Roma e nonostante io sia stato gentile con lui non mi ha mai ringraziato pubblicamente.

Luc Merenda

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