“Nel breve tempo di 2 anni i segretari provinciali del PD hanno rassegnato le dimissioni con le stesse motivazioni. La cosa fa riflettere. Due brave persone seriamente impegnate nel ruolo di portare le proprie competenze mettendo a disposizione la serietà e l’onestà, merce rara, per il bene del partito non è stato sufficiente. Il muro di gomma ha resistito, anzi si è rafforzato. Come se le novità portate dalla segretaria nazionale fossero ignorate. Purtroppo l’auspicato cambiamento che ha portato un popolo a volere un partito diverso è rimasto Inascoltato. I cacicchi hanno fatto quadrato nella difesa delle posizioni di rendita acquisite. La conseguenza è una frenata politica e partecipativa dei militanti e simpatizzanti che li allontana sempre più dal partito. Anche le dimissioni dei due galantuomini segretari provinciali del PD ne sono la prova. Citando il poeta quel ruolo è diventato ‘Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie’. C’è ancora speranza di una nuova primavera. Io ci credo”.

Così ha postato via social lo scrittore (letto e comprato “Tepe?”), coscienza critica e sinistra Dem di Crema, Arcangelo Zacchetti…

stefano mauri

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