Il 2017 della musica e dei concerti, secondo me ovviamente

Il 2017 della musica e dei concerti, secondo me ovviamente

Che anno è stato questo 2017 per la musica? Dal mio punto di vista, ovviamente, un anno variegato. Di ascolti diversi. Mi rendo conto di essere sempre di più impostato al recupero di storie che mi sono sfuggite o all’approfondimento di cose che già conosco. Nulla di trascendentale o di assurdamente nuovo infatti nei nomi che vi propongo. Rispetto agli scorsi anni sono diventato molto più trasversale forse. Meno metal, almeno nei dischi principali. Ho scelto di non inserire nella manciata di dischi di cui andremo a parlare ad esempio Undercover dei Motorhead, una bella raccolta di cover che il gruppo di Lemmy aveva inciso nel corso degli anni, ma neppure The book of souls live chapter, il disco dal vivo degli Iron Maiden. Bello, molto di più rispetto ai live recenti della vergine di ferro, ci sono pure legato visto che uno dei pezzi che compare è stato registrato durante la tappa di Trieste nel 2016 a cui ero presente (e infatti nel 2018 tornerò a Trieste a vederli). Ma il tempo dei live fondamentali è passato. Se avessi inserito questi avrei dovuto che so inserire anche la ristampa rimasterizzata di Master of Puppets dei Metallica, che ho ripreso in vinile e che rimane un disco enorme. Poi non posso inserire qualche disco di scoperte del 2017 ma usciti negli anni precedenti, come che so i The Dead South, e neppure le scoperte di storie passate come quella degli Outlaws.

Ecco, assolutamente in ordine casuale, qualche disco che ho amato di quelli usciti nel 2017.

  • Ema, exile in the outher ring. Lei si chiama Erika M. Anderson. Il disco è uscito il 25 agosto per la City Slang. Un disco a metà tra elettronica e sperimentazione. Preso in vinile. Cupo e sperimentale, di impatto e melodico. Una sota di Pj Harvey attualizzata. Bello davvero.
  • Deep Purple, Infinite.  Chi l’avrebbe mai detto che il profondo viola avrebbe messo li ancora una volta un discone? Io no. Sono davvero infiniti. Uscito il 7 aprile preso in vinile. La produzione di Bob Ezrin si sente ma non troppo. Non solo per nostalgici dell’hard rock anni ’70.
  • Baustelle, L’amore e la violenza. E’ stato forse il primo disco preso nel 2017, uscito il 13 gennaio. Dopo il pesantissimo da digerire fantasma questo è un disco pop. Pieno di citazioni e riferimenti. Preso in vinile e cd. L’ho ascoltato a più riprese durante l’anno. E credo che Eurofestival sia la canzone tormentone del 2017.
  • Decibel, Noblesse oblige. Annunciato con largo anticipo. Uscito il 10 marzo del 2017. Preso nel super box con vinile, cd, ristampe dei vecchi introvabili lavori e altre memorabilia. Il concerto di avvio del toru dei Decibel a Castelleone è stato il primo dell’anno per me. Chi se l’aspettava il punk all’italiana e una storia mitica di ritorno? E adesso Ruggeri porta la band la dove tutto iniziò: a Sanremo. Ottimo.
  • Gabbani, Magellano. Il disco è uscito il 28 aprile ma Gabbani è stato il caso di febbraio. Vincitore a sorpresa di Sanremo con il tormentone Occidentali’s karma. Il disco mi piace e ho scoperto anche il suo passato, anche quello dei Trikobalto, la sua prima band. Dato per favorito all’Eurofestival non ha vinto. Ma il video è il più visto di un artista Italiano su Vimeo. E a me il disco è piaciuto.
  • Miley Cyrus, Younger Now. Che la ragazza non fosse una stupida come dicono (o come spesso vuole apparire lei) lo sapevo. Il disco è un mix di alt country e pop intelligente. Uscito il 29 settembre preso il cd quasi per sfida l’ho ascoltato e apprezzato. La seguirò ancora.
  • Roger Waters, Is This the Life We Really Want? Discusso per via della copertina e del presunto plagio all’opera di Emilio Isgrò il disco, uscito il 2 giugno, è stupendo. Moderno eppure legato alla tradizione del bassista e mente dei Pink Floyd. Andrò a sentirlo ad aprile. Preso il vinile e cd.
  • Kreator, Gods of violence. Poco metal quest’anno nelle mie classifiche. Uscito il 27 gennaio il nuovo dei tedeschi della triade thrash teutonica è meno violento e un filo più melodico dell’ultimo. Bello. Non fondamentale. Preso il cd
  • Overkill The grinding wheel. Uscito il 10 febbraio preso in cd il disco degli Overkill è una certezza nel genere. Anch’esso non fondamentale ma ben suonato e di ottimo spessore.
  • Pay, Canzoni per gente che non si fa più. In realtà il disco dei varesini è uscito il 16 dicembre del 2016. Ma va annoverato tra quello dell’anno. Una micro produzione di sole 200 copie per la band che ha scritto pagine epiche del punk rock italiano come la stupenda opera Federico 3. Ascoltateli, e seguite Ariele Frizzante su Facebook e in radio.

 

Capitolo concerti. Anche quest’anno mi sono goduto una manciata di bei concerti. Come per i dischi dell’anno una proposta molto variegata.

  • Decibel, Castelleone 17 marzo. La data di apertura del tour del ritorno della band punk della gioventù di Enrico Ruggeri è stata davvero fantastica. Grinta da vendere e grandi pezzi. Data discussa perché avrebbe dovuto essere a Crema. Ma la storia ha voluto diversamente
  • Litfiba, Assago 31 Marzo. Eutopia era stato tra i dischi del 2016 e il concerto di Assago è stato davvero un gran bel concerto. Pelù e Renzulli in gran forma. Scaletta ben bilanciata tra cose recenti e classiconi. Una tamarrata di quelle che si vivono sempre volentieri.
  • Sting, Mantova 28 luglio. Piazza Sordello è un set stupendo. Il concerto è stato stupendo anch’esso, cosi come i due giorni passati a Mantova. Una scelta strana per il concerto estivo. Non sono un grandissimo fan di Sting. Ma è valsa davvero la pena.
  • Megadeth, Sesto San Giovanni 8 agosto. Non avevo mai visto il gruppo di Dave Mustaine dal vivo. Ho tappato questa falla ala grande visto che nella sera milanese era in gran forma. Un concerto diretto senza troppi fronzoli in un set che è davvero di impatto. Apprezzati anche i Trivium in apertura.
  • Rats, Formigine 16 settembre. Concerto evento per i Rats, gruppo a cui sapete bene sono molto legato. Tutta la rats family è convenuta a Formigine per l’unica data dell’anno con la formazione originale e anche il buon Romy ferretti dall’America con furore. Due grandi giorni.
  • Francesco De Gregori, Trezzo d’Adda 27 ottobre. Il principe ha offerto un concerto di quelli che ti rimangono dentro. Pezzi noti e brani di seconda linea. Una scelta asciutta degli arrangiamenti. Senza la batteria. Nel cuore.
  • Testament, Trezzo d’Adda 1 dicembre ma anche Annihilator e Death Angel per una chiusa tamarra dell’anno dei concerti. Tre bordate di metal belle toste e una bella serata nel club di Trezzo d’Adda dove sui orna sempre volentieri.

Emanuele Mandelli

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