“È assurdo non esserci qualificati a due Mondiali di fila. La terza ce la giochiamo agli spareggi: questa è la realtà del nostro calcio”. Come uscire da queste acque stagnanti e poco rassicuranti? Mauro Bianchessi, calciofilo cremasco capace, appassionato, sul pezzo, apprezzato e ricercatissimo, ex dirigente di Milan, Lazio, Atalanta e Monza, ha le idee chiare: “Ridurre il numero di società professionistiche, poichè in Italia non c’è spazio per 100 club. Ma soprattutto, servono regole che proteggano i vivai. Senza tutele, non conviene investire. In Primavera 1 si va all’estero per riempire le rose con profili modesti. Gioverebbe l’obbligo di schierare in prima squadra almeno un Under 23 cresciuto per otto anni nel club. Identità, sostenibilità, merito. Da noi c’è stato, c’è e ci sarà sempre il talento, lo dice la storia del calcio. Ma purtroppo, in questo sport c’è tanta politica e troppi raccomandati. I politici calcistici, dalle loro poltrone, fanno gli interessi di corrente, i raccomandati, quasi sempre ex calciatori idoli dei tifosi vengono messi in ruoli importanti per essere solo di facciata. Essere stato un grande calciatore non vuol dire essere un bravo dirigente. Io credo e difendo il merito”. Insomma, Mauro Bianchessi, un tempo, quando faceva calcio nel Granducato del Tortello, soprannominato Ivic, a dicembre, nella sua intervista alla Gazzetta Regionale ha parlato chiaro, abbozzando pure il discorso relativo al suo futuro: “Ho avuto contatti, ma voglio prendermi tempo per ricaricarmi. Intanto giro Italia ed Europa per osservare giovani e ampliare la rete

stefano mauri

(Visited 19 times, 19 visits today)