“Oggi 38°, ma 48° percepiti, zero ossigeno e vento di Foehn, Vaiano Cremasco sembra Il Cairo.
Lui sull’ angolo tra la Via Lodigiani Lelia e la Gramsci avrebbe indossato una giacca principe di Galles e una Coppola verde Carlo D’Inghilterra sul capo.
In caso di sopraggiunta calura eccessiva avrebbe tolto il blazer e lasciato solo un cardigan scollo a V rigorosamente in lana merinos.
Credo sia tra le rare persone che io non abbia mai sentito lamentarsi.
Un po’ si sorride, ma è un sorriso agrodolce, pervade la nostalgia di un piccolo mondo antico che non c’è più.
D’altro canto fierezza e fortuna di aver conosciuto e vissuto questi personaggi apparentemente semplici eppure mitologici, ci riempie il cuore di orgoglio e dignità.
Ci sono persone di fama e celebrità che hanno reso Nazionali Bar Mario, Roxy Bar e altri luoghi di ritrovo dove entrarci è spesso una scusa o una necessità per scaldarsi un po’ il cuore.
Beh ma guardate che a noi comuni mortali non è mancato nulla! Quelle atmosfere citate da Liga , Vasco , Guccini, Dalla, …al Bar Rigo le abbiamo sempre vissute, una birra, un calice di prosecco, o un cocktail, tra sfoghi e confidenze che danno al cuore un po’ di tregua. E stessa cosa mi succede oggi anche al Bar Cellas; quelle atmosfere lì, quelle persone lì, insomma ci siamo capiti.
Perché non è la città, ma sono le persone”.
Così, via social, lo scorso 9 luglio ha postato il cantautore “PopIndi” Benedetto Alchieri da Vaiano Cremasco, nella fattispecie, in versione poeta e “paroliere” d’autore. Già in fondo Non è la città, sono le persone che creano i posti mitologici. No?
stefano mauri





