Il caso Iori, oggi a lui domani a te – Der prozess, un’idea di Franz Kafka; quando il processo ha troppe letture deve uscire dalle Aule dei Tribunali

Il caso Iori, oggi a lui domani a te – Der prozess, un’idea di Franz Kafka; quando il processo ha troppe letture deve uscire dalle Aule dei Tribunali

Caso Iori; ho divertito molti avvocati sostenendo mancassero addirittura gli elementi per iniziare un processo, ed è finita in Cassazione con tre condanne consecutive, in fotocopia, all’ergastolo! Fotocopia, si badi bene, perfino delle prime indagini; la Polizia nota che madre e figlia son morte ciascuna nel proprio letto, affiancati, anziché nello stesso e abbracciate, dunque non è suicidio, tanto più che manca un biglietto d’addio; quindi unisce prove di pari valore; la Procura accoglie la tesi, il Gip anche, con una voluminosa ordinanza di 124 pagine, che sarà il canovaccio dei processi, Cassazione compresa. Dal che la prima domanda, provocatoria: perché perdere tanto tempo, non era meglio tener subito per buone, con valore di giudicato, prove o non prove che fossero, tanto nei processi è cambiato nulla, le conclusioni della Polizia? Ben viste dalla pubblica opinione; opinione continuamente alimentata dai media che si sono occupati del caso, Rete4 per esempio; e alla fine è passato il messaggio: Iori addormenta le vittime, poi le gasa. Che può anche essere, messo così, senza spiegare come. E invece poteva passare, sempre con l’aiuto dei media, Rete4 per esempio, il messaggio più aderente al vero, le righe veloci che la Corte di primo grado impiega per “spiegare” come Maurizio Iori abbia rifilato lo Xanax: “Non avendo la sfera di cristallo non è possibile indicare con precisione quale fu l’espediente usato (uno di quelli descritti, un altro ancora) per riuscire nell’intento, né è necessario”

La sfera di cristallo, con la tremenda appendice del “né è necessario”, avrebbe reso famoso il sistema giudiziario italiano nel mondo intero, compreso il Terzo! senza impiego di particolari, sofisticate metodiche; soprattutto perché, dopo aver letto “gli espedienti” descritti dalla sentenza, si sarebbe visto che non spiegavano un bel nulla, come vedremo. In sintesi: madre e figlia muoiono per aver prima ingerito 95 pastiglie di Xanax, o gocce corrispondenti, per i giudici, e poi respirato il gas di quattro bombolette da campeggio. Se è omicidio vuol dire sia possibile dar di nascosto a un’adulta e a una bimba di due anni 95 pastiglie; la storia cambia poco fossero gocce, perché sono un bicchierone e hanno un sapore da vomito da tentar di nascondere solo mischiandole con litri di succo di pompelmo, il gusto meno lontano; i giudici, senza provarlo! han scelto le gocce e le han ridotte in quantità, rispetto a quanto trovato dall’autopsia; del gas possiamo fare a meno di parlare, per adesso, se non che un assassino serio usa quello di casa, non lo scarso delle bombolette.

In sintesi, nelle motivazioni di merito manca la descrizione precisa del come Iori avrebbe dato le gocce alla madre; è bastato un semplice, con l’aiuto della sfera di cristallo: si può fare! Della bimba, e soprattutto della successione dei tempi, prima la madre o la figlia? da che han mangiato cose diverse in tempi diversi, nulla!

Come immaginare un libro senza appesantirlo con la pretesa di scrivere tutto, una specie di “dizionario del caso Iori”, che non ho alcuna intenzione di scrivere? Potrei ridurlo a poche righe, se l’obiettivo fosse distruggere il processo: basta mi limiti all’impossibilità di dar di nascosto tanto Xanax, confermata dalla non descrizione delle sentenze; però piuttosto che distruggere è meglio raccontare, nel caso il “nostro” fosse un modo diffuso di celebrarli, i processi, in Italia. Mi limiterò ai punti essenziali, quel poco che basta a far incuriosire il lettore; in gran parte tratti dal processo di primo grado, dove si son formate le “prove”; e dalla Cassazione, che condensa e spiega; il processo d’appello ha poco significato, la Cassazione stessa scrive ricalca il primo; non s’è dato la pena di controllare nemmeno una delle prove, nonostante le ben fondate obiezioni della Difesa, le ha prese tutte per ottime; ma se il lettore vuol essere accompagnato passo su passo, legga il blog www.flaminiocozzaglio.info, dove ho scritto ben oltre mille cartelle, giorno su giorno; meglio ancora, se il lettore vuol controllarmi, o intende divertirsi, legga le motivazioni dei tre processi, fotocopia, insisto; i verbali d’udienza al completo eccetera: farebbero libro da soli, tanto son chiari nello spiegare ciò che succede nei Tribunali! In nome del popolo italiano, non dimentichiamolo mai. Popolo che, essendo il processo penale pubblico, e la prova deve formarsi in Aula, per legge, ha la possibilità, volesse usarla, di giudicare esattamente come il giudice; unica differenza, gli esiti pratici sono diversi……..

Flaminio Cozzaglio

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