Il coronavirus è una bestia maledetta, , ma se la Lombardia ha bisogno di donazioni per la sanità pubblica e… tre grandi Mah

Il coronavirus è una bestia maledetta, , ma se la Lombardia ha bisogno di donazioni per la sanità pubblica e… tre grandi Mah

Provati, devastati, stressati, stremati, impauriti, impotenti, (nei giorni scorsi, in determinati frangenti mancavano addirittura i respiratori e venivano utilizzati a turni), spiazzati di fronte a quella bestia maledetta che è il coronavirus, ecco infermieri, medici, addetti ai lavori e alle pulizie del servizio sanitario pubblico nostrano (ma non solo da noi nel Granducato del Tortello), sin qui sono stati degli autentici eroi gentili. E sempre lo saranno. Scommettiamo? Ah … doverosamente ribadiamo che il dottor Attilio Galmozzi (Chapeau), con la sua intervista choc rilasciata a Selvaggia Lucarelli de Il Fatto Quotidiano a inizio marzo, ha aperto gli occhi alla collettività sulla criticità presente e passata in cui versa, appunto sotto stress (solo?), l’ospedale Maggiore di Crema, nosocomio come altri soggetto a rivisitazioni, considerazioni, tagli e revisioni politiche varie nelle svariate precedenti annate. Sì perché se la ricca Lombardia, per carità è altrettanto vero che siamo alle prese con una calamità eccezionale, per supportare la sanità pubblica necessita di donazioni (sempre e soltanto benvenute: intendiamoci), mah probabilmente può anche significare che qualcosina va rivisto e non ha ben funzionato in passato, no?

Ah … non siamo stati nemmeno capaci di rispettare, guadagnarci e meritarci un rinfrancante caffè al bar, un bicchiere di vino o un piatto di Tortelli Cremaschi, da consumare, rispettando le norme, senza intasare i locali, con presenze calmierate o da calmierare

(vero addetti ai lavori?) a un metro di distanza, seduti al tavolino. Neppure una passeggiata al parco sappiamo fare nel rispetto del prossimo. RiMah… Queste però sono altre storie grigie, ora dobbiamo stare giustamente in casa. Peccato soltanto che… anziché leggere, coltivare passioni, rivedere noi stessi, guardare la tv, ascoltare musica, cucinare, degustare, meditare o pensare, ahinoi saremo perlopiù rapiti dai social leggendo, scrivendo e commentando di catastrofi, allarmi e calamità. RiRiMah…

stefano mauri

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