Il cuoco Stefano Scolari: “Meritiamo attenzione, certezze e rispetto. Riaprire solo ai ristoranti all’aperto? E chi non ha tali possibilità?”

Il cuoco Stefano Scolari: “Meritiamo attenzione, certezze e rispetto. Riaprire solo ai ristoranti all’aperto? E chi non ha tali possibilità?”

Patron, cuoco e Deus Ex Machina del ristorante Antica Osteria del Cerreto (Abbadia del Cerreto, Lodi), ambasciatore della Cucina Lodigiana e secondo classificato (piatto presentato una seducente frittata laudense) alla trasmissione, ideata e condotta dallo chef Simone Rugiati, “Food Advisor”, Stefano Scolari, attore protagonista del circuito gastronomico “Ristoranti del Buon Ricordo”, sì… meritatamente è ormai il punto di riferimento per quanti amano i sapori tipici della cucina padana. E con lui, in questa fase delicata di ripartenza e convivenza col maledetto virus, volentieri siamo tornati a scambiare due parole…

Pronto a ripartire con la versione estiva del tuo locale?

Intanto vorrei sapere se, come e quando, ufficialmente potrò ripartire, con un certo anticipo e, soprattutto, con le normative certe che dovrei rispettare. È cambiato il direttore dell’orchestra, ma la musica, dall’ex premier Conte, all’attuale primo ministro Draghi, per noi ristoratori, purtroppo è la stessa: vale a dire ci informano sempre all’ultimo minuto. E così non va bene poiché noi professionisti del settore dovremmo provvedere all’approvvigionamento delle scorte, agli acquisti delle materie prime, alla messa a norma dei locali a tempo debito. Insomma, per farla breve, stremati dal fatto che non possiamo lavorare e provati dalle spese mai o poco tagliate, beh meriteremmo quantomeno ben altre attenzioni, no? E poi gradirei amplificare un concetto, se possibile.

Prego …

Anticipo che, grazie a una terrazza ampia e a un giardino accogliente, fortunatamente non ho problemi al Cerreto a lavorare esclusivamente all’aperto, ma non lo trovo giusto nei confronti dei colleghi che non hanno tali possibilità.

Possiamo lavorare in sicurezza e lo abbiamo dimostrato dal maggio all’ottobre scorsi, quindi tutti devono poter aprire, compresi i ristoratori che lavorano soprattutto in spazi chiusi. Del resto ciò che conta è osservare e far rispettare le direttive giusto? Per quanto mi riguarda ribadisco la mia seguente proposta: cucine riaperte ai nuclei familiari, ai vaccinati, ai conviventi e ai guariti al chiuso, nessun vincolo, ma con restrizioni chiare e da applicare all’aperto. E il coprifuoco va tolto o spostato in avanti. 

stefano mauri

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