Il Dj Gregorio Assandri: Crema è viva di giorno, per la nightlife è … dura

Il Dj Gregorio Assandri: Crema è viva di giorno, per la nightlife è … dura

A Cremona, lo scorso fine giugno, la rassegna all’aperto StradJvari ha riempito di musica, passione e pathos dance la piazza principale. A Crema per fare il pienone servono le notti bianche che il cosiddetto mondodisco non se la passa proprio bene. Per tastare dal vivo la situazione abbiamo scambiato quattro chiacchiere col Dj produttore Gregorio Assandri.

Parte dell’intervista è stata ospitata anche sul blog ViviCrema.

Stai lavorando a qualche nuova produzione?

Abbiamo diversi remix in uscita su Real Balearic Records ed Emerald And Doreen,

annuncio tra l’altro un nuovo singolo, una sorpresa su … cui ancora non posso dire nulla.

Com’è oggi fare in Dj in provincia e in particolare a Crema?

Difficile, ho letto un intervista recente del dj Antonio Comadulli dove diceva che ormai la gente è costretta a emigrare fuori Crema per incontrare una vita notturna degna di tale nome. A Crema ho collaborato con delle situazioni negli anni 2000, ambientazioni che avevano un loro pubblico e rappresentavano una reazione sia artistica nel portare contenuti innovativi in provincia, sia sociale contro quelli che volevano una città totalmente spenta di notte. Parallelamente a questo tuttavia ricordo dj in attività come Minds Diverted, Ezio Spoldi, il poc’anzi citato Coma, Cino, Mantovani e altri ancora, personaggi per intenderci con cui ho avuto il piacere di collaborare o semplicemente che ho ascoltato, che, comunque riescono a mantenere un loro pubblico e continuano per la loro strada. Del resto, conta e incide avere sempre qualcosa musicalmente da dire, anche nei tempi peggiori.

Insomma, con questa premessa, beh, la vedi quindi sempre in crisi la movida notturna cremasca…

Crema di giorno vive benissimo, ogni weekend un evento: gente in giro, vedo una grande rivalutazione del centro storico, negozi usciti dalla grande distribuzione per aprire una filiale in centro. Eventi ce ne sono, ma di giorno appunto. Detto che ultimamente impegni mi hanno tenuto lontano da Crema la notte, seguo con interesse da lontano la realtà cremasca, e ho notato come, nonostante la situazione difficile, alcuni imprenditori stiano riprovando a far ripartire la macchina notturna. Quello che mi rende perplesso, è l’attuale periodo storico: diverso dagli anni Novanta, allorquando le notti iniziavamo il mercoledì sera e finivano la domenica. Oggi tendenze, cose e gusti sono cambiati, ahimè tutta questa voglia di vita notturna non la vedo. Emblematica la sassata tirata dal Guardian al mondo delle discoteche: guadagni esigui, calo dei fatturati, e … previsioni future pessimistiche causa il calo, sempre più evidente, dei frequentatori negli ultimi anni.

Il tuo sogno artistico nel cassetto?

Non ho mai avuto molti obbiettivi, preferisco che le cose mi vengano addosso, in modo da godermele appieno. Seguo il settore nightlife da 25 anni, faccio il dj da 12, produco da 8: dagli inizi alle feste nei paesi cremaschi, all’approdo nei club italiani ed esteri, dalle prime produzioni in casa, alle varie releases digitali e viniliche. Qualcosina ho fatto, capitasse l’occasionissima, saprei, proprio grazie alle esperienze accumulate, come acciuffarla.

Che ne pensi del talent Top Dj recentemente trasmesso da Italia uno?

E’ qualcosa che giunto alla sua terza edizione ha sempre l‘effetto di spaccare il settore riducendolo a un partito novecentesco con le varie correnti: la vecchia guardia irriducibile che lo critica, quelli che lo seguono, quelli che vorrebbero dei cambiamenti. Il sunto essenziale? Una noia mortale con discussioni abbastanza sterili di contorno. Il concept Top Dj è confezionato in maniera televisiva: gira tutto intorno allo stare davanti alla telecamera, a torto o a ragione, la tv vuole quello, prima di ascoltare, devi guardare, il video comporta la spettacolarizzazione di ciò che sta intorno al dj, in primis l’immagine. Il resto è messo in secondo piano, musica compresa.  E, il dj, alla fine è visto alla stregua di una rockstar dal look eccentrico, che incita il pubblico. Immagine a mio avviso molto stereotipata e anche un po’ infantile. D’altronde Masterchef non è un programma culinario di settore, ma un contenitore confezionato per creare interesse e spettacolarizzare attraverso l’attività culinaria. E così ragionano le tematiche di Tod Dj.

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