Il dottor Attilio Galmozzi: teniamo la guardia alta che la guerra al Covid-19 non è ancora vinta

Il dottor Attilio Galmozzi: teniamo la guardia alta che la guerra al Covid-19 non è ancora vinta

Il dottor Attilio Galmozzi, alla vigilia della parziale e iniziale apertura, o meglio dell’avvio della Fase Due in questi tempi di emergenza sanitaria da Covid-19, invita a tenere alta la guardia

Dunque.. seconda riflessione Faccio notte e ho un po’ di tempo..

Si parla di riaprire gradualmente. Di garantire gradualmente la libera circolazione di persone e cose. Di rimettere in pista, in sostanza, una pseudo normalità con le dovute attenzioni..

Due temi vorrei affrontare. Che non promettono ahimè nulla di buono. Sempre con le conoscenze che fino ad oggi abbiamo.

I primi dati sull’immunità acquisita sono sconfortanti. Non ci sono ancora sufficienti evidenze sul fatto che l’infezione da COVID dia un’immunitá permanente o sufficiente per scongiurare una seconda infezione. Pare che il titolo anticorpale nel sangue dei guariti,la sua “forza” e soprattutto la sua persistenza nel tempo siano molto dubbi. Non c’è in sostanza evidenza che la protezione sia sufficiente e che duri nel tempo.

Questo rappresenta un bel problema soprattutto in chiave vaccinale. Un vaccino capace di scatenare una risposta immunitaria sarà sufficiente? La risposta sarà duratura? O il titolo anticorpale crollerá rapidamente da vanificarne l’efficacia?

Sono tutte ipotesi al vaglio ma l’OMS sta già ponendo la giusta attenzione sul tema.

Secondo tema. Ci sono pazienti (numericamente significativi ma per fortuna non la maggioranza) che hanno contratto l’infezione, sono guariti secondo i canoni noti ( due tamponi negativi) che sviluppano di nuovo sintomi e positività al tampone. Oppure pazienti clinicamente guariti che hanno persistenza della positività del tampone nasofaringeo. Questo rappresenta un ulteriore problema. Anche perché ci sono tamponi positivi in questo ultimo sottogruppo che persistono per tanto tempo (abbiamo esempi di tamponi positivi e che tali restano anche dopo 35 giorni dalla guarigione clinica).

Non sono numeri elevati per fortuna. Ma capite che il positivo asintomatico rappresenta un grande problema di sanità pubblica.

Terzo aspetto.. tutti attendono il 4 maggio come fosse la Festa della Liberazione (che era ieri e con ben altro significato). Il 4 maggio non c’è nessun ordine di scuderia. Nessun “liberi tutti”. Nessuno è autorizzato ad andare in giro a farsi i fatti suoi..

La guerra non è vinta, ragazzi. Attenzione e protezione massimi. Perché viste le premesse saranno i comportamenti individuali a stabilire se andrà tutto bene o meno.. ricordiamocelo

Così postò sulla sua pagina Facebook, domenica 26 aprile, il dottor Attilio Galmozzi, in trincea, contro il maledetto virus, dallo scorso 21 febbraio presso l’Ospedale di Crema, per buona parte delle scorse settimane, Lazzaretto Lombardo.

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