Il Fondo Eridano voluto da Max Salini: una costosa e articolata strada senza uscita?

Il Fondo Eridano voluto da Max Salini: una costosa e articolata strada senza uscita?

Sembrerà un paradosso, ma nel 2017 la Provincia di Cremona, per pagare gli affitti degli immobili in uso,  udite … udite di sua proprietà (e in gran parte pure utilizzati), ma trasferiti al Fondo Immobiliare Dedicato Eridano dal 2012 e in attesa di essere venduti o affittati, beh verserà la bella cifra di 1milione e 300mila euro (più o meno) al medesimo Fondo Immobiliare.

Ora facciamo un passo indietro e precisamente torniamo virtualmente indietro nel tempo, proprio al 2012, quando cioè l’allora presidente della Provincia Massimiliano Salini decise, per ottenere liquidità, di aderire ad “Eridano” attraverso la società Prelios, che sganciò infatti 10milioni di euro in cambio della disponibilità degli immobili. Così non fece, invece Oreste Perri, all’epoca sindaco del capoluogo cremonese. La richiesta di adesione fu fatta anche a lui e, pur tentato e nonostante appartenesse alla stessa aerea politica di Max Salini, vale a dire il centrodestra, non se la sentì di aderire. Quelli erano decisamente altri tempi e si pensava che il Fondo Eridano riuscisse concretamente o meglio, totalmente, a mettere a reddito le 13 proprietà immobiliari provinciali ricevute, vendendole o affittandole

Così invece non è stato e oggi la sperata, auspicata valorizzazione di quegli immobili, causa il mercato asfittico, in pratica, si è rivelata un’operazione per così dire arenata, spiaggiata, smorzata, con la conseguenza che alla Provincia (aspettando di capire quali sviluppi prenderà la precedente scelta, adesso in stand by, di sopprimere l’ente provinciale) rimane sul groppone una bella spesa. Ahinoi alla faccia del portafoglio vuoto e dal difficile riempimento, come anticipato in apertura, il presidente Davide Viola dovrà sganciare ogni anno ad “Eridano” un milione e 300mila euro  per … pagare l’affitto dei  palazzi e degli uffici di sua proprietà. Ah, qualche manutenzione, tipo la sistemazione delle coperture del palazzo di corso Vittorio Emanuele, il Fondo l’ha pure fatta, ma la situazione attuale è distante anni luce da ciò che si era prospettato e pensato tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.

Cosa fare, considerando che il Fondo Eridano durerà fino alla fine del 2027? Ipotizzare che l’amministrazione presieduta volontariamente da Viola riscatti ciò che fu e sarebbe suo è pura utopia: i conti di transazione notarile e le penali si annunciano del resto proibitive. Ergo, mentre (solo per fare un esempio) sulla sede cremasca della Provincia, malinconicamente inutilizzata la scritta vendesi, inascoltata, resta, rimane e mette … malinconia, il Fondo Eridano (ma come mai nel 2012 il comune di Cremona griffato Perri non aderì?) rimane una strada apparentemente senza uscita. No?

Stefano Mauri

 

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