“Caro Aldo Cazzullo, Corriere della Sera,
Da giovane prof nel 1994 fui inviato come professore dal nostro Ministero degli Esteri in Addis Ababa (fiore blu), presso il nostro valente istituto scolastico superiore e in quei giorni la guerra con l’Eritrea era finita da soli 2 anni: i resti dei carri armati incendiati erano ancora ai bordi delle strade come macabri monumenti intimidatori, mentre giovani 15enni militari tigrini in divisa giravano per le strade con i mitra in mano… Abituato ad attraversare il mondo e le società che lo compongono mi recavo a scuola in taxi (gli stessi che offrono passaggi collettivi gratuiti agli studenti e che i colleghi boicottavano perché dicevano portatori di pulci: loro saggiamente aspettavano il suv dell’ambasciata). Mi rifiutai di andare al mercato centrale per cambiare i dollari al mercato nero, così come di acquistare affreschi strappati da chiese anonime in villaggi sconosciuti… con regolare visto diplomatico export…
Eppure fui io che camminando per le vie del centro mi sentii appellare da uno sconosciuto: ‘Italiano, ricorda quello che hai fatto. Pagherai’. Al momento non compresi, poi pensandoci su… Il quadro è un po’ più complesso e oltre alle iene che invadevano le strade di notte alla ricerca di cibo, al fatto che agli esami di maturità venissero dettati gli stessi temi che in Italia sarebbero stati dettati 5 ore dopo (qualcuno insinuava possibili commerci), al mio apprendimento sul diritto locale dei tukul e alle partite della nazionale in tv presso il dopo lavoro degli italiani insieme al Console… ho un ricordo candido e splendente di quei giorni, ormai andati. Fortunatamente sono diventato anche fotoscrittore e, anche quelle emozioni reali, allargate alla Laibela ed Axum, per quanto romanzate il prox anno usciranno sotto il titolo de “il pescatore di sortilegi”.
Commosso ho visto ieri sera in tv il suo reportage etiope. Grazie per la chiarezza storica che traspariva in ogni sequenza e di cui sappiamo sempre troppo poco… perlomeno attraverso la scuola.
Arrigo Barbaglio – Crema”.
Così ha scritto, al giornalista, presentatore televisivo, autore, scrittore e opinionista Aldo Cazzullo, il FotoScrittore cremasco Arrigo Barbaglio…
stefano mauri





