“La mia passione per Garibaldi e per la sua impresa nasce dalla scoperta di avere avuto, tra i miei antenati, ben due garibaldini: il mio bisnonno Giuseppe Anselmi e un suo cugino coetaneo, Antonio Bisso, entrambi della classe 1838. Alcuni anni fa, riordinando le carte di famiglia, una mia cugina mi diede la copia di una lettera di mio nonno in cui si raccontava l’avventura garibaldina del padre. Il giovane Giuseppe, all’epoca poco più che ventenne e infatuato dal carisma di Garibaldi, manifestò in famiglia l’idea di arruolarsi volontario al seguito del Generale insieme a un gruppo di coetanei, sperando di ottenere il consenso. La madre, assolutamente contraria, ogni sera gli nascondeva l’unico paio di scarpe per impedirgli fughe notturne. Gli amici, tuttavia, gli rimediarono un paio di calzature e così, una notte, riuscì a eludere la sorveglianza familiare e partì alla volta di Genova, lasciando una lettera di commiato. A causa del problema delle scarpe, il gruppo arrivò a Quarto con giorni di ritardo, andando incontro alla prima delusione: Garibaldi era già partito. Il gruppo dovette aspettare diversi giorni prima di potersi aggregare a una spedizione successiva. Sbarcati finalmente in Sicilia e convinti di riunirsi al resto dei volontari, scoprirono che il Generale era già avanzato verso Messina. Cominciò così una rincorsa, intervallata da piccole scaramucce, per tentare di ricongiungersi a un’avanguardia che sembrava però irraggiungibile: arrivati a Messina, Garibaldi era già in Calabria; raggiunta la Calabria, il Generale era già a Napoli; arrivati a Napoli, lui era già al Volturno. A quel punto il mio bisnonno fu ferito — per fortuna non gravemente — e rimpatriato. Tornò a casa mortificato per non aver potuto, non dico incontrare, ma neppure vedere da lontano il suo idolo. Per ironia della sorte, riuscì finalmente a incontrare il Generale due anni dopo l’impresa, comodamente a Crema, durante la visita effettuata il 10 aprile 1862 per l’inaugurazione del tiro a segno”.
Così ha postato via social Alberto Tuzza, ricercatore appassionato, storico preparato ed esploratore…
stefano mauri





