“Se fossi nato nel 2010 anziché nel 1975 probabilmente sarei finito sui quotidiani nazionali, non come giornalista, ma come protagonista di un fatto di cronaca nera. A 15-16 anni, infatti, rimandato (senza alcuna spiegazione, senza alcun sostegno didattico) in latino, greco e matematica in prima liceo classico (il terzo anno), venni bocciato a settembre. Quel giorno, arrivato davanti all’ingresso della scuola, alla vista del mio nome scritto in rosso sui famosi tabelloni (quand’è che verranno eliminati?), presi in mano il casco e lo scaraventai sui vetri scaricando sulla scuola tutta la mia rabbia, la mia indignazione, la mia incomprensione da adolescente”.
Così postò via social, il Maestro d’Italia (e giornalista, scrittore, opinionista e viaggiatore) Alex Corlazzoli, per commentare l’insegnante accoltellata a Bergamo da un alunno, lo scorso 25 marzo. Via Facebook e sulla versione On Line del Fatto Quotidiano, Corlazzoli ha ricordato che più che insegnanti, alla scuola italiana servono educatori…
stefano mauri





