Il museo a Palazzo di Giustizia? Sarebbe una follia. Lo storico Gabriele Cavallini “demolisce” la proposta di Sussurrandom

Il museo a Palazzo di Giustizia? Sarebbe una follia.  Lo storico Gabriele Cavallini “demolisce” la proposta di Sussurrandom

Tempo di cambiamenti per Crema. La città e il territorio stanno cambiando, molte realtà stanno sparendo altre potrebbero nascere. E’ il caso del Tribunale, accorpato a Cremona. Nel vortice delle polemiche sulle responsabilità politiche per la chiusura ora ci si chiede: che fare del Palazzo di Giustizia? Qualche giorno fa è partita una proposta proprio qui su Sussurrandom: perché non accorpare nell’edificio museo e biblioteca? Vorrei ora spiegare perché tale soluzione non è fattibile, perché potrebbe essere controproducente per la cultura cremasca e quali potrebbero i futuri scenari per le due realtà culturali.

Sappiamo tutti dei problemi del museo, portati alla luce qualche tempo fa durante la revisione del bilancio del comune: un’istituzione che spenderebbe troppo e apparentemente farebbe poco. La biblioteca ha problemi di spazi, per il resto direi che funziona ottimamente. Un accorpamento delle due realtà in questo edificio vorrebbe innanzitutto dire che si sposta il cuore della cultura cittadina in periferia, lontando dal cuore della città, dal suo centro. Questo non ha assolutamente senso, specialmente se si vuole per il futuro dare sempre più visibilità e importanza al nostro centro storico, molto più di ora, soprattutto per il turismo. Creando inoltre un altro centro culturale (da destinare soprattutto all’associazionismo) vorrebbe dire moltiplicare i centri (ricordo anche il San Domenico, dove si svolgono molte mostre). Sarebbe meglio invece oggi mantenere le realtà già esistenti dove sono, non essendo possibile accorparle, perché sono a pochissima distanza e tutte nel centro storico. Il problema maggiore dato dal Palazzo di Giustizia è però strutturale. Un edificio del genere non è adatto ad accogliere un museo o una biblioteca. Specialmente per un museo servono stanze grandi e alte, con un corretto sistema di climatizzazione e deumidificazione, specialmente per i dipinti e i materiali più deteriorabili come quelli archeologici. E sono convinto che un edificio fatto completamente in cemento, con forti problemi di sbalzo termico, non sia assolutamente adatto a tale finalità. Non parliamo quindi dei libri.

Quale potrebbe essere quindi il futuro del Palazzo di Giustizia. Sono convinto che proposte alternative ce ne siano e possano essere fatte. Perché non farlo diventare una scuola? Ovviamente bisognerà intervenire su tale struttura, credo sia difficile riutilizzarla mantenendola così com’è.

Francamente, mi interessa maggiormente il destino del museo. Giustamente e finalmente si sta dibattendo oggi su questa istituzione culturale. Le cose vanno cambiate, certamente. Ma non bisogna agire tagliando, come si è cercato di fare mesi fa, per risparmiare. Questo comporterebbe la morte del museo. Bisogna invece intervenire costruendo e investendo. Sembra assurdo parlare di investimenti di questi tempi e soprattutto in cultura! Il futuro migliore per il museo è quindi ancora e sempre nei chiostri dell’ex convento Sant’Agostino, finalmente risistemato e restaurato. Altro delitto per la cultura cremasca sarebbe l’alienazione di Palazzo Benzoni, importante e prestigioso palazzo signorile seicentesco di proprietà della comunità. Dobbiamo avere la forza di mantenere le strutture più importanti, di non svenderle al privato, perché questi edifici sono parte del nostro patrimonio, della nostra cultura e della nostra storia.

 

Gabriele Cavallini

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