Il paragone irriverente di Fratelli d’Italia, Scrp? é tipo la Consip alla cremasca

Il paragone irriverente di Fratelli d’Italia, Scrp? é tipo la Consip alla cremasca

E orami chiaro a tutti i cittadini che la  Società cremasca reti e patrimonio (Scrp), è giunta al capolinea. Svuotata dalle reti e dal patrimonio, cerca di riciclarsi come società di servizi, ma nelle occasioni in cui è stata chiamata a svolgere questo ruolo, ha fallito in maniera netta ed evidente per tutti. Il caso più clamoroso di questo fallimento è l’appalto della gara rifiuti che i soci le avevano delegato. Un partita da 150 milioni di euro che dopo tre anni, una pletora di consulenti pagati decine  di migliaia di euro è ancora aperta,  senza contare le furiose polemiche che hanno caratterizzato il  cammino fino ad oggi percorso per espletare le pratiche della gara.

Trasformare la SCRP in unaConsip alla Cremasca,  alla quale delegare le funzioni specifiche dei comuni non ha senso. Certo  i comuni soci non sarebbero obbligati a ricorrere a lei per ogni appalto, ma di fatto, è questo quello che, con la riforma dello statuto in atto, si intende ottenere. Con che vantaggi? Nessuno. E’ la storia di Scrp che lo dice.
Ma ancora più grave il fatto che pochi comuni con quote azionarie consistenti, anche se legittimati dalla  norme che regolano le Spa,  decidano sempre le scelte di SCRP e comunque  indipendentemente dalla posizione dei piccoli comuni.  E’ successo con la gara rifiuti dove è stato imposto di inserite tra i servizi  di base la pulizia del mercato, avversato da una parte dei piccoli comuni che il mercato non hanno  e che avevano sostenuto di mantenerlo tra i servizi facoltativi come da progetto iniziale.

Il malessere e la crisi che grava su SCRP è evidente dalla presa di posizione di questi giorni di alcuni sindaci che, senza mezze misure, prendono in considerazione il diritto di recesso per uscire dalla società. Che vantaggio ha un piccolo comune a rimanere in Scrp si chiedono in molti?  Scrp è una società inutile che non serve hai comuni. Come può essere società di servizi e di consulenza se lei per prima ricorre  ai consulenti per ogni stormir di fronda? E che vantaggio hanno i cittadini? Anche qui la risposta è nessuno.

Vedere che Scrp è il luogo di aggregazione del Cremasco è quanto meno azzardato se si considera che il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi ha definito pecoroni un gruppo di soci non in linea con le sue scelte e che lo stesso sindaco Bonaldi  insieme ad altri 24 colleghi ha firmato una lettera di critica verso altri sindaci dissidenti sulla linea di Scrp. Casomai è il luogo di disgregazione. Senza dimenticare che nel consiglio di amministrazione di SCRP siede un membro che risulta ufficialmente nello staff elettorale di Stefania Bonaldi, dimostrazione palese di chi è al servizio Scrp.

Nel prendere atto di questa situazione Fratelli d’Italia evidenzia che si sino sono espletate, nel cremasco  gare d’appalto sulle reti di pubblici servizi affidate alla Cispel Lombardia con minimo costo e con buon esiti. Inoltre i  comuni per piccoli appalti sono in grado di bandire con il proprio Segretario Comunale e dipendenti, come è successo per la gara rifiuti di due comuni non allineati, senza costi aggiuntivi!
Fratelli d’Italia rimarca inoltre che in passato alcuni comuni erano stati soppressi attraverso l’unione. E arrivato il tempo di aggregare comuni limitrofi renderli in grado  di espletare i propri appalti senza  creare altre centrali di consulenza con consigli d’amministrazione  di nomina politica. Basta sprecare denaro dei cittadini. SCRP va abolita e ai singoli comuni va devoluta la quota di capitale di propria competenza..

Fratelli d’Italia circolo di Crema

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