Il presidente del Rotary Crema Antonio Agazzi ricorda quel grande spettacolo teatrale che è stato “Adriano Olivetti e il primo Pc. La grande opportunità perduta”

Il presidente del Rotary Crema Antonio Agazzi ricorda quel grande spettacolo teatrale che è stato “Adriano Olivetti e il primo Pc. La grande opportunità perduta”

Domenica scorsa primo maggio, al Teatro San Domenico di Crema, si è tenuto uno spettacolo davvero imperdibile; come Rotary Club Crema abbiamo dato il patrocinio anche perché è idealmente collegato con il nostro ‘main service’, in fase di concretizzazione, quello relativo all’allestimento della “Mostra permanente di macchinette per scrivere”, presso il Museo Civico di Crema e del Cremasco e presso lo stabilimento ex Olivetti, oggi Ancorotti Cosmetics… Spero che i cremaschi partecipino numerosi: è un modo piacevole ma rigoroso – dal punto di vista storiografico – di narrare e portare in scena la Storia, in questo caso la vicenda di Adriano Olivetti e della grande opportunità perduta: quella della divisione elettronica di Olivetti… Per una città come Crema, che è stata sede di un importante stabilimento Olivetti (nella “seduta storica” – sono parole del Dott. Camillo Lucchi – del 27 Giugno del 1968 – Sindaco di Crema è il Prof. Archimede Cattaneo – con Maroli (DC), Bianchessi (Psiup), Valdameri (PLI), Caizzi (MSI), Aiello (PCI), il Consiglio Comunale, all’unanimità, accetta le richieste di Ivrea e l’Olivetti si impegna a costruire, in Via Bramante, uno stabilimento capace di dare lavoro a tremila dipendenti – la promessa, andata disattesa, era pari, in realtà, al doppio, quindi seimila unità -, assumendone almeno mille entro fine anno…), un’occasione preziosa di recupero memoriale di un segmento della propria storia industriale, economica e sociale. Oggi, per altro, sappiamo che non si è trattato di una storia a lieto fine.

Nei primi anni ’90 matura, infatti, l’epilogo della vicenda Olivetti. Il 1991 termina con segnali sempre più negativi: si fanno più insistenti le voci di chiusura e si registrano nuove mosse che avallano l’ipotesi di smantellamento. «Crema – dice il Sindaco Donzelli – chiede all’Olivetti il coraggio di rimanere e di contribuire al successo di questa impresa che non è solo nostra, ma di quest’area regionale che non può essere penalizzata senza che lo sia l’intera economia nazionale». Solidarietà viene sollecitata anche dal Vescovo Libero Tresoldi: «Se viene meno il profitto, non è giusto che paghi la parte più debole, l’operaio». Ma Ivrea e De Benedetti non fanno proprie le due raccomandazioni. Nonostante l’attivismo di Donzelli, il 18 Dicembre 1992 si svolge l’ultima assemblea generale in fabbrica. Dal successivo 28 Dicembre, nel grande stabilimento di Via Bramante restano solo una trentina di addetti, impegnati nell’ultima fase di sgombero di quelli che sono stati efficienti reparti produttivi. Per Crema e il territorio, la chiusura dell’Olivetti segna la fine di 27 anni di storia nei quali l’azienda è stata la realtà produttiva più significativa dell’intera provincia. Ricordo Maroli che, in Consiglio Comunale, chiedeva provocatoriamente che l’area Olivetti fosse resa “agricola”. Ovviamente non andò così. A partire dal 1988 il Sindaco Galli aveva accolto la proposta e l’iniziativa del consigliere comunale socialista Guido Torriani e, con l’apporto determinante del Prof. Gianni Degli Antoni, aveva ipotizzato l’apertura a Crema di una sede distaccata dell’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Scienze dell’informazione. Successivamente il Sindaco Donzelli concretizza l’iniziativa col coinvolgimento dell’Amministrazione provinciale di Cremona e della Regione Lombardia. Rispetto all’ipotesi iniziale di costruire ex novo una sede, la chiusura dello stabilimento dell’Olivetti, sancita nel Febbraio 1992, rende disponibile un’area idonea all’insediamento dei corsi universitari e ciò è inserito nell’accordo di Febbraio. Questa prospettiva rende meno amaro il boccone della chiusura di uno stabilimento che fino a pochi anni prima occupava oltre mille lavoratori.

Il resto dell’area ex Olivetti verrà poi completamente recuperato a funzioni industriali ed artigianali con l’impegno di Reindustria, il cui primo presidente è Gino Villa seguito da Tiziano Guerini, Vice Presidente dell’Amministrazione provinciale. Reindustria è una agenzia territoriale pubblica fra Comune di Crema, Provincia di Cremona, Comune di Casalmaggiore e le associazioni di categoria ed opera con contributi regionali e nazionali. La gran parte dei dipendenti – grazie ad un accordo sancito in sede legislativa, dopo la visita del Sindaco Donzelli e del Vescovo Tresoldi al Presidente del Consiglio Giulio Andreotti  – ha avuto garantito il passaggio nella pubblica amministrazione, venendo accompagnata alla pensione.

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