Il punto di Mirko Treviglio, sicurezza? Tutta colpa dei ladri di biciclette

Il punto di Mirko Treviglio, sicurezza? Tutta colpa dei ladri di biciclette

Ma che cazzo era meglio se rimaneva a fare il sindaco di paese”, strepitando e urlando la sindachessa rotola già dalla scala a chiocciola del municipio della Città Giocattolo. Ce l’ha con le parole dette a Roma dalla Rossa, che ha detto che insomma, nella Città Giocattolo, rubano un sacco di biciclette e che cavolo non serve mica mettere i lucchetti che tanto li fanno saltare, manco fossero quelli dell’amore che le giovani coppie di innamorati mettono sul ponte del fiume Posato che taglia in due la Città Giocattolo, manco fosse il ponte Milvio di mucciniana memoria. “E comunque la bicicletta l’hanno fregata pure a me, ma quando c’era il Bruttoceffo a fare il sindaco, perché pensate che vada a correre a piedi tutte lo sere? Per vedere se la ritrovo. E mica mi sono lamentata”.

Sbam. Detto questo la sindachessa sbattè la porta dietro alla chioma, tra l’altro rossa come quella della Rossa, ma un rosso fiorentino più che bolognese. Dal suo ufficio si desta il Muto di Sorrento, il rumore è stato troppo forte anche per lui, “bici? Chi ha parlato di bici? Dai che rendiamo la tangenziale ciclabile la domenica così poi chiudiamo il centro per la giornata degli ecologisti metanisti e organizziamo una bella partita a calcetto in piazza”. Il solo evocare il calcio fa apparire anche il Giovane Giovane, di ritorno da un sopralluogo ai giardinetti pubblici dove ha cambiato per l’ennesima volta le lampadine bruciate, “porca miseria io credo che dietro a tutte queste lampadine fulminate ci sia una mano con un disegno ben preciso. Altro che il Boing della Malaysia airlines. E comunque a pallone ci gioco anche io”. “No tu no”, gli urla Rasputin dal fondo del corridoio, “che poi il Lungo te la mena che andavi meglio quando giocavi a pallone”.

Alla discussione si aggiungono anche Super Milf e il Giovane vecchio. “Ma state parlando di sicurezza o di partite a pallone?”, chiede il Giovane vecchio temendo di dover cambiare l’attacco della sua newsletter settimanale che questa settimana citerà De Gregori, “ma Nino non aver paura di calciare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”. “Io qualcosa sulla sicurezza ce l’avrei da dire”, sbotta Super Milf, ma come al solito non la ascolta nessuno.

Pace e bene vogliatevi bene”, benedice il Preside, transitando etereo per i corridoi del municipio, e lasciando appresso a se quel caratteristico odore di incenso e Salva che lo contraddistingue. Ma uscendo dalla porta si scontra con il Lungo e iniziano a litigare come al solito. Intanto proprio di fronte al comune uno strano personaggio con una maglietta rossa con la bandiera dell’Albania inforca una bicicletta. Tutti sospendono liti e discussioni e si girano a guardare, “ecco, adesso gli albanesi vengono a rubarci le bici fin sotto casa”, strepita il Largo che stava intanto rientrando dalla colazione. Considerando che erano le 16 era pure in anticipo. “Addosso all’extracomunitario”, urla una pattuglia della New Green Power sbucata chissà da dove. Ma non è un albanese, e l’Albanese, il giovane virgulto della sinistra progressista-buonista-impegnata-associativa-diocesana della Città Giocattolo. Se ne rendono conto solo quando il naso fa crak. “Tranquilli me l’ero rotto giocando a basket”, fa lui, e prende su e se ne va.

“Se l’episodio finisce sulla stampa locale mi tocca cambiare l’attacco della newsletter”, dice tra se e se il Giovane vecchio, “toccherà mettere il Bandito e il Campione. Va beh sempre De Gregori è, non va male, via Girardengo vai grande campione, la metafora dei nostri giovani che ce la fanno anche se gli fregano la bicicletta”, “bicicletta?”, si rianima il Muto di Sorrento che nel frattempo era caduto in catalessi, “e se facessimo una gita in bici lungo le rive del fiume?”. “Bici un cazzo”, chiosa la sindachessa che nel frattempo è riapparsa, “a me l’hanno fregata e quindi se volete fare qualcosa la fate tutti a piedi. E pedalare”.

Mirko Treviglio

 

 

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