Il riordino delle scuole cremasche non sa da fare… non possiamo stare a guardare

Il riordino delle scuole cremasche non sa da fare… non possiamo stare a guardare

C’è da chiedersi se il Presidente Vezzini della Provincia di Cremona sia mai venuto a Crema a visitare le nostre scuole, incontrato i nostri dirigenti scolastici, anche la nostra amministrazione ed il nostro tessuto produttivo, per procedere con una proposta di riordino scolastico istituendo il Polo Agromeccanico con sede a Cremona, a leggere dalla stampa, che non si capisce come possa far bene al nostro territorio, ai nostri ragazzi. L’idea di un Polo Agromeccanico a Crema, nata già con la passata amministrazione, può significare un polo trainante della formazione per l’inserimento lavorativo dei nostri giovani, allora non interamente capito ma che ora si è fatto finalmente spazio, a Crema. E un coinvolgimento dell’indirizzo ristorazione dello Sraffa potrebbe rafforzare ulteriormente la filiera formativa, nonché del Parco del Serio come ambito progettuale (ad esempio in progetti di alternanza scuola lavoro), oltre alle altre aziende.

Si poteva già lavorare in progetti di formazione nel periodo Expo con questi indirizzi scolastici. Qui, come ormai si sa, è mancata assolutamente la regia amministrativa, che avrebbe potuto mettere i semi a rafforzamento di una proposta cremasca del Polo. A Crema infatti vogliamo mantenere il Polo Agromeccanico, ora che ne abbiamo l’opportunità. Nel momento in cui la legge prevede le autonomie scolastiche d’ambito con Crema a sé rispetto all’ambito di Cremona, non si vede perchè debba rimanere un Polo a scavalco di ambiti diversi.

Non lasciar emergere la tipicità della filiera cremasca per mantenere l’istituto legato allo Stanga di Cremona, come vuole imporre Vezzini, impatta anche sul resto di riordino delle scuole, portando ad accorpare un pezzo di Sraffa e del Marazzi al Munari e lasciando altre scuole di dimensioni “ciclopiche” intatte, come il Racchetti, che si ricorda avrebbe la sua vicinanza a Munari e Sraffa al polo di San Bartolomeo, quando finalmente si realizzerà il progetto fermo ormai da troppo tempo grazie all’amministrazione comunale di Crema. Munari che peraltro potrebbe esser rafforzato anche dall’indirizzo musicale, di cui era prevista l’istituzione sia dalle precedenti amministrazioni provinciale e comunale, sia coll’ Ufficio scolastico provinciale, in una lettera di intenti, con l’ampiamento degli indirizzi musicali alle “medie” sul territorio. Anche di questo si son dimenticati l’attuale Presidente della provincia e l’attuale amministrazione comunale.

Ma le dimenticanze di taluni non devono pesare sull’ipotesi di futuro dei nostri giovani. Il Presidente della Provincia non deve correre per finalizzare anzitempo una proposta non condivisa, in vista delle elezioni amministrative di giugno. Si deve pensare più in grande dei propri obiettivi temporali, quando le proprie scelte impattano su altri. Vogliamo sostenere una proposta di autonomia a Crema del Polo Agromeccanico, tenendo conto dell’espressione del mondo della scuola, delle istituzioni locali e del mondo produttivo, oltre che delle famiglie, non per essere semplicemente contro una proposta del Presidente ma per un’idea di sviluppo formativo centrata sui giovani.

Il Presidente della Provincia sospenda l’idea attuale di riordino.

Il Sindaco e l’assessore di Crema ci convochino per condividere unitariamente una proposta di autonomia elaborata e sostenuta da progetti formativi, da sviluppare con le attività produttive e gli istituti scolastici variamente rappresentati.

Laura Zanibelli (capogruppo ncd)

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