“La richiesta di poter mantenere a vista la sepoltura di largo Boccaccino ci era stata fatta al momento della scoperta nel 2020 da parte del Comune ed era stata accolta dalla Soprintendenza con la richiesta che venisse elaborato un progetto che tenesse conto della conservazione degli affreschi del sepolcro e al tempo stesso che rispettasse la delicatezza del contesto di piazza Duomo, anche nel rapporto visivo con la Cattedrale. Tale progetto non ci è mai stato presentato; si è quindi optato per la ricopertura, che assicura la protezione della struttura e delle sue decorazioni, che costituiscono un ritrovamento non eccezionale, come già spiegato tramite una relazione pubblicata sul nostro sito dove sono visibili numerosissimi altri casi di tali attestazioni, ma comunque che ha un significato nella ricostruzione della storia della città. Per conservarne memoria, per cittadini e visitatori, abbiamo proposto al Comune di inserire il sito nel percorso di pannellistica del centro storico in via di rinnovamento, ferma restando la nostra disponibilità a valutare un progetto di musealizzazione, se ci verrà proposto”.
Così, dopo il botta e risposta, tra un cittadino cremonese e, la Sovrintendenza delle Belle Arti, Cremona Libera ha scritto. E il periodico On Line, diretto dal giornalista scrittore Federico Centenari prosegue: “Come si evince dalla risposta, la Soprintendenza, pur ammettendo che il ritrovamento non era eccezionale, era ben disposta a valorizzarlo e si rende disponibile a valutare un progetto di musealizzazione. Ma in cinque anni i Comune non ha saputo proporre una soluzione e tantomeno, allo stato attuale, valutare un progetto di musealizzazione dei reperti. Di qui la drastica decisione di chiudere tutto, ricoprendo la tomba del templare. Certo, fa tristezza sapere come sono andate le cose e vedere, che proprio sopra al ritrovamento vengono parcheggiati i mezzi del mercato”. Tutto questo, quando è da poco uscito, il romanzo Thriller, scritto tra ricerca, storia, fantasia da Anna Zanibelli, la bravissima “Giallista del Ducato del Marubino”. Ebbene, nel suo ultimo libro “La spada perduta”, la Zanibelli (presentazione il 9 novembre, alle ore 16.30, presso la palestra comunale), per carità, magari azzardando un pochino, ma in fondo con una certa logica, ipotizza che, il fondatore e primo Gran Maestro dell’Ordine dei Templari Ugo di Payns (noto anche come Hugues de Payns), cavaliere medievale francese, anziché originario della Champagne potrebbe essere italiano, padano e, durante la sua vita, avrebbe instaurato alcuni legami con Cremona e il Cremonese e con Matilde di Canossa. Ah … nel suo precedente volume, “Il Quadrato magico”, la Zanibelli, parla invece proprio della tomba templare, ritrovata nel 2020 in largo Beccacino, nel capoluogo dei Violini e, oggi, praticamente sparita, tornata nell’oblio. Davvero non poteva diventare un qualcosa di diverso e culturalturistico, l’orami famoso e snobbato, ritrovamento cremonese?
stefano mauri





