Il Tennico del Crema 1908, acqua calda e moschetti

Il Tennico del Crema 1908, acqua calda e moschetti

“D’altronde il calcio è così: si vince, si perde o si pareggia.” La citazione, estrapolata in un comunicato stampa della Società da una vecchia intervista rilasciata da Don Fabio Capello, mister d’altitudine stratosferica, risultò del tutto indigesta allo stato maggiore degli Scorbutici, che la segò con un epigramma dal quale emerse la particolare incazzatura del Benito: “La scoperta dell’acqua calda.”

Dall’esilio cui era stato comandato dal Comitato centrale, il signor SìPerò giunse alle stesse conclusioni dell’acerrimo rivale e fece arrivare una lettera indignata, contenente alcune dotte precisazioni circa il concetto stesso di acqua calda, cioè un fenomeno fisico indotto dall’esposizione a una fonte di calore del suddetto liquido, che dapprima diventa tiepido per poi esagerarsi nel tormento della bollitura a 100 gradi centigradi. “Che però è da sconsigliarsi se s’intende cucinare un uovo in camicia come il nostro Barista potrà meglio specificare. La temperatura massima non deve superare gli 80°. Distinti saluti.”

“Bando alle ciance”, disse con piglio severo Calvo Pépàsh, “perché su un punto il demente ha ragione: siamo in braghe di camicia e domenica prossima ce la vediamo con il Sarnico, certo in basso nella classifica rispetto a noi, ma che le ha suonate al Rigamonti, terzo e ancora ben sistemato per i play off. Dunque, miei prodi, esaminiamo la situazione con la necessaria freddezza.”

In quanto a freddezza, però, gli Scorbutici ne difettavano storicamente. Il Benito, consapevole e risoluto, chiese nuovamente la parola presentando una mozione: “Visto che non con la pancia bensì con la ragione bisogna agire, propongo di fermare il nemico sul bagnasciuga. Sono loro che devono venire qui, giusto? Bene, noi li anticipiamo e domenica mattina, circa un quarto a mezzogiorno, in tutta segretezza, un nostro commando va da loro e gli buca per bene tutte e quattro le gomme del pullman. Di conseguenza non possono partire e noi vinciamo tre a zero a tavolino.”

Mozione invitante, ma con una riserva: “E come lo formi il reparto di guastatori?”

”Semplice. Una volta portata a termine l’operazione, i volontari andranno a pranzare, a spese degli Scorbutici, presso la Locanda del cauto cavallo, cucina internazionale. Vuoi che non trovi quattro morti di fame?!”

Mozione approvata, ma quasi subito abortita: i quattro morti di fame erano diventati un battaglione e così andava affanculo la necessaria riservatezza. Benito non si arrese e ottenne il placet per dotare di moschetto i giocatori, al fine di accrescerne la personalità.”

“Un momento, ma a chi dovrebbero sparare?”

“All’acqua calda, cazzo!”

Beppe Cerutti

 

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