Il Tennico del Crema 1908, araldica e starnuti

Il Tennico del Crema 1908, araldica e starnuti

Uno scudo gentilizio ripartito nel “campo” in maniera “troncata” con i colori ufficiali e con la figura stilizzata di uno starnuto collocata nella parte superiore definita dal colore bianco. Il futuro blasone degli Scorbutici si andava delineando nella mente vulcanica di Calvo Pépàsh, vittima di un raffreddore da camionista. L’idea gli infuocò ancor più il già infebbrato cerebro allorquando gli giunse la notizia fausta che, in terra asolana, incurante del maltempo, l’agguerrita schiera cremina aveva conseguito il raddoppio grazie a un “tap-in” di Pagano.

“Oèi, che cazzo vuol dire tap-in?”

“Gnorante! Vuol dire che tè tiri in porta ma il portiere la respinge corta e io, che sono lì di passaggio, perché essere lì di passaggio è il mio mestiere, allungo il piede e con un piattone soave, taacc, la imbuco. Avrei potuto farlo anche con uno starnuto. Vittoria pesante e prima esterna, che ci avvicina al giro dei play off e allontana la presenza dello psicologo.”

Ma quella del farmacista, perché ormai era evidente che Calvo aveva il naso totalmente chiuso. Provvide il sempre attento Barista, che mise al fuoco una brodazza (volendo da utilizzare anche come suffumigio) con dentro un po’ di efedrina e Vov alla pesca, rum e fenilefrina, nafazolina e Fernet Branca e poi cotenna, fagioli, carota, patata, cipolla, sedano, aglio e coda bovina. Piatto pesantino ma una gran bella serata, perché tutti, ed era la mezzanotte passata da un pezzo, videro uscire dal Bar Sport il virus del raffreddore. Sconfitto.

Beppe Cerutti

 

(Visited 69 times, 15 visits today)