Il Tennico del Crema 1908, Büsêca e schiscêta sugli spalti del Voltini

Il Tennico del Crema 1908, Büsêca e schiscêta sugli spalti del Voltini

Ancora sofferente dei deliranti postumi bicromatici manifestati a metà settimana, ci vollero dettagliate spiegazione per fargli capire chi erano i nerobianchi nostri e chi invece i bianconeri loro. Del resto bisogna comprenderlo, perché alcune allucinazioni mentali si esauriscono in tempi lunghi. Ebbe le idee chiare (?) quando le squadre entrarono in campo e gli riuscì di mettere a fuoco la chioma scapigliata di capitan Cantoni, ultimo romantico del calcio nostrano: “Quelli che hanno la maglietta come la sua sono i nostri.” “Sì, capito.”

Il Barista, consapevole dell’addivenire dei climi invernali, pensò bene di vettovagliare gli Scorbutici di alcune schiscête di busecca per la merenda. Piatto semplice ma sostanzioso e adatto alle basse temperature del Voltini, Cosa che fece inorridire l’aristocrazia cremina, ma che invece attirò l’attenzione dell’agguerrito manipolo di “guerrieri” proveniente dalla frazione di Basiasco (Basiasch in dialetto lodigiano) e zone limitrofe, capitanato dal Fanfulla in persona, fresco reduce dalla Disfida di Barletta: “Tè, ma quella lì è busecca… busecca?”

“Ostia! Trippa di vitello tagliata sottile, pomodoro, fagioli borlotti, parmigiano grattugiato e tutto il resto…”

“Come diceva il mio amico, il nobile Ettore Fieramosca, si fa presto a dire tutto il resto…”

Hanno segnato!

Ma chi?

“Non ho visto perché, come stavo precisando, non si scherza mica troppo con il resto: cipolla, gambo di sedano e carota mica li puoi buttare dentro così alla viva il parroco!”

Hanno segnato!

Ma chi?

Questi qui, perché prima avevano segnato quelli là.

“Non ho visto, ma la chiarezza è sempre encomiabile. Però ancora non abbiamo definito la questione della salvia, del sale e del pepe e dell’olio quanto basta. E poi almeno un paio d’orette di cottura. Fa un po’ assaggiare quella roba lì. Sì, pare busecca meneghina, e mi sembra buona perché è stata preparata ieri. Però Calvo, ti devo fare un appunto: la trippa alla milanese va servita nei piatti fondi, mica nella schiscêta.”

Quant’è che stiamo?

“Boh!?” risposero insieme il Calvo e il Fanfulla. “Mica possiamo sapere tutto noi! Qui tra bianchi e neri e neri e bianchi si capisce più un’ostia!”

Questi di qui giocavano con la maglia azzurra.

“Ma dai?! A noi ci hanno detto mica niente. Dice che è pari, ah sì? Colpa dell’arbitro, che non capisce un cazzo de büsêca e schiscêta!”

Beppe Cerutti

 

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