Il Tennico del Crema 1908, campionato sospeso per neve

Il Tennico del Crema 1908, campionato sospeso per neve

Inteso come colui che prevede le condizioni atmosferiche, il Meteo ci aveva messo del suo per scassare i marroni a tutti quanti. E a piene mani aveva buttato lì neve e gelo che prima ancora che arrivassero li avevano già chiamati “big snow”. Risultato? Campionato fermo. Passare una domenica senza partite non è come dirlo: già la sosta natalizia aveva lasciato tracce profonde, ma almeno era prevista. Ma che per quattro fiocchi di neve del tubazzo e un po’ di ghiaccio conseguente, si dovessero bloccare le squadre dilettantistiche e, inoltre, si dovesse rinunciare anche alla prima sfilata dei carri allegorici del carnevale cremasco, no, tutto ciò era troppo.

Perplesso come una pianta di cactus cresciuta per caso in una piazzola della A1, Calvo Pépàsh, al pari di tutti gli altri Scorbutici presenti, si stava chiedendo: “E adesso che cazzo facciamo?” Un quesito filosofico di notevole spessore perché un conto è prendere per il culo il Tempo seguendo appassionatamente le vicende domenicali dei nerobianchi, ma altra cosa è ingannarlo senza ragione, giusto per tirare l’ora di cena.

Scartata l’ipotesi della consueta merenda, ché senza partita perdeva di sapore, l’assillo stava assumendo le sfumature di uno psicodramma collettivo. La gerontocrazia del Bar Sport si stava ripiegando su se stessa e probabilmente non si sarebbe facilmente risollevata senza l’aiuto, per altro involontario, della moglie del Barista, la quale disse al marito: “Visto che oggi non si batte un chiodo, quasi quasi ne approfitto e faccio un salto al Coop, giusto perché in cucina mi mancano un paio di cosette.” Un’idea folgorante per quelle vecchie canaglie, che non sapevano assolutamente di che cosa potessero aver bisogno le loro rispettive Scorbutiche, ma come si sa, una galanteria di tanto in tanto non guasta mai. L’episodio è recentissimo ma già è entrato a pieno titolo nella storia cittadina come il più delirante dei rastrellamenti consumistici avvenuto nell’ultimo decennio. Lo stesso Calvo Pépàsh, colto da raptus (piuttosto che niente è meglio piuttosto), aveva acquistato anche uno stendibiancheria matrimoniale. Mille gli acquisti inutili, ma una sola la tessera per la raccolta punti: quella della Ostessa, che di suo s’era limitata allo stretto necessario: sale grosso e passata di pomodoro.

Beppe Cerutti

 

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