Il tennico del Crema 1908, il menagramo a Orzinuovi

Il tennico del Crema 1908, il menagramo a Orzinuovi

Il tavolo verde inteso come allusione al vizio e alle illusorie perdizioni sibaritiche venne sospeso per l’intera settimana. Mantenne il colore, ma con significati ben diversi e ben più alti: ora rappresentava il rettangolo di gioco ove si andava a recitare le grand guignol del calcio di provincia. Si trattava di avere le idee chiare dopo un filotto di risultati non certo disprezzabili, ma derivati anche da una serie di circostanze fortuite, perché se per due partite consecutive si gioca 11 contro 9 e non si porta a casa il risultato pieno, ebbene vuol dire che vi è qualcosa che ancora non funziona. Insomma, si sentivano come quelli che al termine del funerale si mettono in fila per porgere le condoglianze ai familiari del caro estinto.

La minaccia dei bresciani di Urs Nöf si profilava all’orizzonte, simile ai quattro spaghi stracotti (alien, olien und peperonzinen) propinati dal càntinee all’una del mattino della domenica nascente. Per non essere indotto alla tentazione derivata da sbornia, Calvo Pépàsh andava avanti con il Vov alla pesca, mentre il Benito aveva optato per un’aranciata meccanica: di fronte ai numeri bisogna essere (restare?) lucidi.

E i numeri parlavano chiaro. Orceana: 5 partite giocate; 1 persa e 4 vinte; punti 12. Crema 1908: 5 partite giocate; 1 vinta e 4 pareggiate; punti 7. “Però un momento”, sbottò il Calvo rivolgendosi al Benito: “Guarda bene come siamo messi a gol.” Lo Scorbutico si rimise sul naso gli occhiali, sorseggiò un altro po’ dell’orripilante bibita e poi, senza destare particolari sorprese, disse: “Oh cazzo!”

Radiati dal loro tavolo preferito, e mugugnanti, gli altri Scorbutici stavano disputandosi un tresette col morto sopra una tovaglia di plastica a quadri rossi e bianchi. Tra di loro corse uno sguardo complice: “Ma come cazzo si fa a bere un’aranciata amara allungata con l’olio Castrol?!”

Benito ribadì il rafforzativo linguistico in preda a una palese e anche un po’ imbarazzante eccitazione: “Calvo, i gol ci danno alla pari. Otto fatti e sei presi per tutti e due e i nostri ragazzi se la possono giocare vis à vis.”

Il francesismo turbò i presenti ma rallegrò l’oste, che sostituì immediatamente le brodaglie dei due strateghi con una bottiglia di sano Lugana. Inoltre si fece lustro di una notizia sensazionale: il Crema 1908 aveva ingaggiato Thomas Dell’Anna, classe ’93, bello che pronto per giocare.

In preda all’euforia la ciurma intera si sentì coinvolta reclamando a gran voce pane e salame. Anche il Ragioniere mostrò interesse per le libagioni, ma essendo avvezzo ai numeri più degli altri, sparò una delle sue rognose profezie: “Insulsi voi, che non sapete della enorme differenza che corre tra i numeri teorici e quelli pratici!” “Ma va’ a cagare menagramo” fu la risposta collettiva.

Al sopraggiungere della ferale notizia ritenne opportuno defilarsi per sopraggiunte e inequivocabili minacce, perché, nonostante la generosa gara, i nerobianchi avevano subito la prima sconfitta stagionale: 2 a 1 per l’Orceana: squadra ferma a 7 punti e decimo posto in classifica. Non rinunciò tuttavia a una uscita teatrale e rivolgendosi agli astanti, disse: “Nemo propheta acceptus est in patria sua.” Venne centrato in pieno da un paio di fette di mortadella.

Beppe Cerutti

 

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