Il tennico del Crema 1908, troppe emozioni per Calvo Pépàsh

Il tennico del Crema 1908, troppe emozioni per Calvo Pépàsh

I volontari della Croce rossa lo raccolsero che delirava, a metà strada tra lo stadio e il presupposto punto d’arrivo, vale a dire la tribuna consolidata del Bar Sport: “Un primo tempo da calcio champagne e noi dopo el trì a sero ci aviamo dato dentro con le nostre personali scorte colloboranti, perché a quel punto lì li stavamo ‘sssfffaltando’ di brutto. Ghe n’èra pü per nisûn! Ostiss! Poi nella ripresa ci hanno fatto cagare addosso, perché gli orsi d’Iseo quando s’incazzano segnano a manetta, come è dimostrato dai gol fatti. Però abbiamo vinto.”

Al pronto soccorso dell’ospedale fu un bel casino, perché sul momento non si riusciva a capire se la causa prima del ricovero d’urgenza fosse dovuta al fatto che il paziente era ubriaco perduto oppure colpito da infarto: “Dottore, cazzo, nel secondo tempo non siamo stati capaci di prendere l’orso per le corna!”

“Lavanda gastrica”, disse il medico di turno.

E qui si apre un altro capitolo, perché il ricoverato della lavanda gastrica proprio non ne voleva sapere: “Se prôpi la gà de vèss inscj, àlôra vò a cà mèa, ché lì con il Folletto en bòca tiri sù anca i büèll.” Vista la mal parata (si rischiava di tirare notte) il medico di turno optò per la “gastrolusi”, il che non fece che accrescere i bellicosi sospetti di Calvo Pépàsh: “Cazzo è?”

“Niente di particolare, rimanga tranquillo.”

“Tranquillo ‘na sega! Che casso l’è quella roba lì?”

L’assistente anziano strappò dalle mani del luminare un affilatissimo coltello da cucina, esortandolo alla pazienza e magari, anche, a una spiegazione.

Fra le varie sfumature che può assumere l’immagine della pietà, il sanitario assunse quella del sadismo consapevole: “Le inseriamo una sonda naso-gastrica a doppia via. Il primo tubicino immette in quella fogna che è il suo stomaco alcuni preparati tamponanti a base di acqua e latte; previo energico scuotimento del paziente, per essere certi che il detergente agisca sull’intera sacca piena di merda, la seconda cannuccia provvederà ad aspirarne il delizioso contenuto. Ha capito?”

Al Calvo qualche fumo alcolico era svanito: “Sì, ma la metto in guardia.”

“???”

“Vostra scienza, se lei introduce acqua (!) e latte (!!), doppio esclamativo tendente al tragico) nel mio organismo, sappia (!!!, è chiaro) che nel giro di otto secondi mi cagherò nei calzoni.”

Sconfitto, il sanitario accondiscese a una soluzione di compromesso: accompagnò personalmente il paziente in bagno lasciando che provvedesse brevi manu alla soluzione del caso: due dita in gola e via, con reciproche pacche sulle spalle, perché anche il clinico era un nerobianco (adottato, essendo nato a Pontremoli). E allora Calvo Pépàsh gli spiegò le migliori azioni della partita, sette gol, cazzo, tuttavia esortandolo a non farsi illusioni: “Con il Sarnico in trasferta saranno cazzi acidi. Si rende conto che noi cremini giochiamo da soli contro il resto del mondo orobico-bresciano?!”

Beppe Cerutti

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