Mattia Caleffi, figlio (di Davide) e nipote (di Emanuele) d’arte, Ambasciatore del Metodo Caleffi (qualità genuina, in densa sostenibilità, rispettando la natura) nel resto del mondo, ecco ha firmato un capolavoro. Quale? Beh, grazie al suo lavoro di intelligence, di relazione pubbliche (materia nella quale brilla), di sussurri ispirati, strategie illuminate e diplomazie, a Milano, nel resto d’Italia e nel mondo, negli eventi che contano, la linea Prestige della premiata e premiante, Cantina Caleffi (enclave cremonese, in territorio mantovano), ovunque è protagonista. Già, il Dheva (Metodo Classico Rosè a base di uve Lambrusco Viadanese, Lambrusco Salamino, Fortana), il Septhima (Metodo Classico Malvasia di Candia), lo Spinea (Demi Sec Ancestrale di Malvasia di Candia), l’Evvéa (Malvasia di Candia Macerata), il Terra Forte (Ancellotta “ferma” in purezza) e il 938 (Cabernet Sauvignon), accompagnano, il Jet Set del mondo che lavora, produce, crea, pensa, si presenta, progetta, studia e fa sistema. Il sistema enologico italiano sta vivendo un periodo delicato, magmatico e, in costante evoluzione. E la Cantina Caleffi, azienda avanguardista, con i piedi per terra e gli occhi che guardano lontano, sì… dalle terre dei Gonzaga, tra cultura enologica, heritage, vera sostenibilità agronomica e stile italiano, a modo suo racconta storie di terroir italiani e ha lanciato il rinascimento del gusto con cuvée d’autore e ospitalità su misura.

stefano mauri

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