La condizione di estrema precarietà in cui versa la Torre di Azzano, situata nel territorio comunale di Torlino Vimercati (Cremona), secondo il magazine On Line: Finestre sull’Arte, destano preoccupazione. “L’edificio, un bene di notevole rilevanza storico-artistica risalente all’epoca medievale, rappresenta un elemento fondamentale per l’area del cremasco, essendo strettamente legato alle vicende della Battaglia di Agnadello avvenuta nel 1509. Nonostante il suo valore, la struttura si trova attualmente in uno stato di abbandono e degrado che ne minaccia la stabilità complessiva, sollevando timori per un possibile e imminente cedimento strutturale.
Non è certo un caso nuovo: già nel 2021 la comunità locale segnalava già problemi alla torre. E adesso il caso è giunto all’attenzione della Camera dei Deputati attraverso un’interrogazione a risposta scritta presentata nel dicembre 2025 dal deputato Devis Dori di Alleanza Verdi e Sinistra. Il documento, indirizzato ai Ministeri dell’Interno e della Cultura, evidenzia come la proprietà privata del manufatto non abbia garantito nel tempo la manutenzione necessaria a preservarne l’integrità. La situazione di pericolo è stata ulteriormente confermata dalle cronache locali e dalle denunce di diverse formazioni politiche che hanno segnalato la necessità di un intervento tempestivo per evitare la perdita irreparabile di un patrimonio che appartiene alla memoria collettiva del territorio. Dal punto di vista architettonico, la Torre di Azzano si distingue per una configurazione peculiare nel panorama delle fortificazioni lombarde. Caratterizzata da una pianta rettangolare con lati diseguali, la struttura è interpretata da alcuni esperti come una casa-torre o una casaforte, originariamente concepita come avamposto di difesa. L’edificio si eleva per circa ventisei metri sulla pianura circostante e manifesta chiaramente le diverse fasi della sua evoluzione storica. L’azione politica coordinata a livello locale ha visto il coinvolgimento di diversi amministratori dei comuni limitrofi, tra cui i rappresentanti di Pandino, Agnadello e Vaiano Cremasco. Durante un incontro tenutosi presso il castello visconteo di Pandino, è emersa la volontà di costituire un tavolo di lavoro permanente per esplorare le vie di finanziamento necessarie all’acquisto del bene dai privati. La stima economica per l’operazione di acquisizione si aggirerebbe intorno ai 120mila euro, una cifra che il solo comune di Torlino Vimercati non sarebbe in grado di sostenere autonomamente. L’interrogazione parlamentare chiede dunque al Governo quali iniziative urgenti intenda adottare, in sinergia con gli enti locali, per facilitare il passaggio del bene al patrimonio pubblico e garantirne la conservazione. Si sottolinea che il crollo della torre non costituirebbe solo una perdita materiale, ma priverebbe il territorio di un elemento fondamentale della propria storia nazionale e locale, vanificando gli sforzi profusi dalle comunità per la valorizzazione del proprio passato. La cooperazione tecnica e il sistema di finanziamento restano i nodi centrali da sciogliere per assicurare un futuro a questa testimonianza del XV secolo, prima che l’aggravarsi del degrado ne renda impossibile qualsiasi forma di recupero”. Insomma, qualcosa a Torlino si muove: servirà a salvare la leggendaria torre?
stefano mauri






