Quando rifletto sulla realtà delle città, mi viene naturale pensare alla città come a un corpo vivo, che si muove insieme. La città non è soltanto l’ente che la governa o l’amministra: è il risultato dell’azione congiunta di chi la guida, di chi la orienta, ma soprattutto della qualità della società civile che la anima. Nulla sarebbe possibile, e certamente nulla sarebbe lo stesso, senza le energie, le competenze e la generosità che la comunità mette quotidianamente a disposizione del bene collettivo.
Crema, sotto questo profilo, è una città straordinariamente ricca. La generosità diffusa che la attraversa è un patrimonio reale, tangibile. Quando affrontiamo una sessione di bilancio dobbiamo sempre ricordarci di questa dimensione e tutelarla: perché è una delle vere forze della nostra comunità.
Dobbiamo preservare e custodire la dimensione della cooperazione. Una cooperazione che negli ultimi anni si è fatta sempre più strutturata, radicata nelle progettualità e nelle iniziative della dimensione pubblica, al punto che spesso non si distingue più dove finisca il contributo di uno e dove inizi quello dell’altro. Questa sovrapposizione virtuosa, questi confini sfumati tra ruoli e competenze, rappresentano la vera forza della nostra comunità. È il valore della relazione, della catena di responsabilità condivise, ed è una qualità che invito tutti a preservare.
Questo principio ha a che fare anche con i bilanci che approviamo e con le azioni che mettiamo in campo. Per questo desidero iniziare con alcuni ringraziamenti.
Ringrazio innanzitutto tutte le energie civiche che vivono e fanno vivere la nostra comunità. Rivolgo poi un ringraziamento sincero alla Giunta comunale e ai consiglieri di maggioranza, per il sostegno solido che percepisco in modo nitido, così come è nitida la condivisione di visione che si riflette negli atti di indirizzo che ogni anno quest’Aula approva, in coerenza con le linee di mandato che hanno aperto questa Consiliatura.
Un ringraziamento, nel rispetto della diversità dei ruoli, va anche ai consiglieri di minoranza. Non sempre è facile formulare ringraziamenti rispetto ad ogni affermazione o valutazione, ma nel riconoscere il ruolo che è proprio dell’opposizione ci sforziamo, anche con spirito natalizio, di cogliere gli stimoli che emergono dal confronto, compresi quelli ai quali oggi sono chiamato a replicare.
Ringrazio poi la struttura comunale. Spesso si dà per scontato il contributo di ciascuno, così come la sua insostituibilità. In un contesto di crescente complessità economico-finanziaria, organizzativa e di scarsa attrattività degli enti locali, con un elevato turnover del personale, queste condizioni potrebbero minare la continuità dell’azione amministrativa. A Crema, invece, nonostante le difficoltà di contesto, si registra un grande sforzo da parte della struttura tecnica affinché tali criticità non si traducano in rallentamenti dell’azione amministrativa. Per questo rivolgo un ringraziamento sentito ai dipendenti comunali, che ci aiutano a raggiungere gli obiettivi e a impostarne di nuovi, perché amministrare significa anche rilanciare, guardare al futuro, governare l’oggi con uno sguardo lungo sull’orizzonte.
Un ultimo ringraziamento va alle istituzioni che collaborano con il Comune di Crema: l’Area omogenea, la Provincia di Cremona, Regione Lombardia. Con tutte queste realtà il dialogo si è intensificato negli ultimi anni, ma desidero sottolineare in modo particolare lo spirito di collaborazione con i colleghi sindaci del territorio, fondato su una visione condivisa dei progetti strategici della città-territorio. Torno a insistere su questo concetto: il ruolo determinante di Crema non è mai disgiunto dal suo territorio. Non senza confronto, non senza discussione, ma con la capacità di costruire una visione comune sui fondamentali dello sviluppo, con Crema come perno naturale.
Parto da qui per rispondere alle osservazioni dell’opposizione, emerse anche nella loro recente conferenza stampa. Quando leggo che questa Giunta sarebbe “senza direzione”, non posso che rilevare come tale affermazione sia smentita dal lavoro di programmazione anche sovracomunale che stiamo portando avanti coralmente, insieme a sindaci di sensibilità politiche diverse, compresi quelli di centrodestra. Lavoriamo su temi che incidono concretamente sulla vita delle persone: lavoro, formazione, orientamento, welfare territoriale, sviluppo urbanistico, sviluppo economico e socio-demografico.
Definire Crema una città senza direzione significa quindi per il centrodestra smentire il lavoro condiviso che si sta conducendo sul territorio, quindi smentire anche i loro sindaci e la loro Regione. Mi domando, ad esempio, se sia mancanza di programmazione lavorare sulla Zona di Innovazione e Sviluppo della Cosmesi, riconosciuta come obiettivo strategico proprio da Regione Lombardia. Un progetto che coinvolge Regione, Area omogenea, Provincia di Cremona, categorie economiche, e che individua proprio nell’area industriale di Crema un polo strategico. Dove negli anni vediamo realizzarsi una sovrapposizione coerente di progettualità: il recupero della Pierina come parco, l’insediamento degli ITS, la rigenerazione dell’ex Olivetti, il prolungamento della gronda nord a servizio dell’area industriale. Negare la coerenza di questo disegno significa, francamente, non voler vedere.
Crema non propone se stessa come città isolata, ma come elemento propulsore di un sistema più ampio, consapevole dei propri limiti dimensionali e della necessità di fare rete con gli enti sovraordinati. Questa capacità di fare sistema è una delle caratteristiche distintive di questi anni ed è l’esatto contrario di quanto ho letto sulla stampa negli ultimi giorni.
Credo, piuttosto, che il centrodestra cittadino abbia avviato una campagna elettorale caratterizzata da contraddizioni, carenza di contenuti e di visione. Non emerge un disegno di città capace di suscitare interesse o emozione nella comunità. Vedo difficoltà di leadership, affidata a figure già giudicate dagli elettori, e difficoltà di contenuto, per assenza di una visione del futuro. Vi rifugiate nella post-verità: dove “non conta la verità, conta solo ciò in cui vuoi credere”. Non potendo attaccare il Sindaco e la sua maggioranza sui numeri ufficiali, tutti positivi, vi rifugiate in attacchi talmente vaghi e risibili che forse non meriterebbero nemmeno risposta.
Sul tema del confronto, respingo l’accusa risibile di autoritarismo come di eterodirezione. Sono innanzitutto definizioni tra loro incoerenti. L’ascolto è una dote fondamentale per chi amministra, e rappresentare tutta la città implica confrontarsi con una pluralità di soggetti istituzionali, politici e civici. Forse è vero: sono eterodiretto. dai cittadini, dai colleghi sindaci, dai presidenti degli enti, dai rappresentanti di Regione Lombardia, dalle tante persone con cui mi confronto ogni giorno. Lavorare insieme non significa rinunciare alla propria autonomia, ma esercitarla in modo maturo e costruire un futuro più solido.
Rispetto al confronto con le minoranze, il problema non è l’assenza di spazi, ma è necessaria la buona fede degli interlocutori, la volontà reale. Non è confronto cambiare posizione per convenienza come fa il centrodestra. Lo dimostrano le contraddizioni su temi come la tangenzialina e il sottopasso di Santa Maria, infrastrutture previste nei documenti di pianificazione approvati dal centrodestra stesso nella loro ultima amministrazione. Oggi ne prendete le distanze senza spiegare cosa sia cambiato nel merito ed è chiara la vera ragione: se il sindaco dice bianco per loro è nero. Se dice nero, per loro è bianco. Questa è affidabilità?
Quanto ai progetti in corso, comunico che il progetto esecutivo di via Cadorna è stato depositato e protocollato. Verrà analizzato con la dovuta attenzione tecnica. I progetti di viale Europa e del sottopasso ciclabile di Santa Maria sono in itinere e procedono in coerenza con la programmazione e con i finanziamenti disponibili, incluso il PNRR.
Sulla sicurezza, respingo ogni tentativo di scaricare sui sindaci responsabilità che competono allo Stato. Il Comune di Crema ha poi approvato regolamenti e patti per la sicurezza votati anche dalle minoranze. Non è credibile firmare insieme quegli atti e il giorno dopo accusare il Sindaco.
Sulla chiusura di Reindustria, la decisione è stata assunta in modo corale dai soci, alla luce delle criticità emerse nel garantire il rispetto dei parametri normativi. Ora bisogna tenere al centro la tutela del personale e la continuità dei progetti.
Mi dispiace che, a ridosso del Natale, il clima si sia fatto più aspro. Fa parte della politica, ma non cancella i molti momenti di collaborazione che hanno caratterizzato questi anni. Rilevo, tuttavia, una comprensibile ansia elettorale nel centrodestra, che deve ancora trovare una leadership credibile e una sintesi politica.





