Inviato in Liguria, Gianluca Savoldi, PopSindaco d’Italia racconta il suo Sanremo

Inviato in Liguria, Gianluca Savoldi, PopSindaco d’Italia racconta il suo Sanremo

PopSindaco di Moscazzano (tra e per la gente), dunque d’Italia, quindi di Sanremo (espertissimo in materia, da anni segue la massima kermesse canora italica in presa diretta), Gianluca Savoldi, appunto primo cittadino della bella realtà (paese da Oscar protagonista del filmone Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, ndr) moscazzanese, ma anche giornalista, presentatore, speaker radiofonico, televisivo, cantante ed esperto di musica leggera, nonché inviato (per Ballando Web radio) e giurato in quel dell’Ariston: vale a dire il palco più importante del mondo negli scorsi primi giorni di febbraio, reduce dalla sua esperienza sanremese, al telefono ci ha raccontato ciò che ha vissuto recentissimamente in Liguria.

Che Festival è stato quello conclusosi sabato scorso 8 febbraio…

È stato il Festival dei record. Amadeus, con Fiorello e la presenza fissa di Tiziano Ferro, ha riportato la kermesse musicale agli splendori degli anni Novanta. Questo è stato confermato dai dati d’ascolto, con percentuali di share sempre crescenti. Il tutto accompagnato a una vera e propria conquista del pubblico più giovane.

Vissute da protagonista come hai visto le lunghissime dirette Rai festivaliere?

Lo spettacolo è stato, ogni sera, molto lungo. Si è andati oltre alla pura gara canora, ma era doveroso celebrare settanta avvolgenti anni di storia della musica italiana e questo ci ha offerto momenti di grande spettacolo. È stato anche primo anno del “Sanremo diffuso”: fuori dal teatro, un grande palco in piazza Colombo con concerti gratuiti e non sono mancati i colpi di scena, come l’esclusione dalla gara di Bugo e Morgan.

Come era composta la tua giornata festivaliera?

Ho garantito quattro collegamenti giornalieri con la mia radio, oltre ad aggiornarne i contenuti social, ho seguito le serate dai banchi della sala stampa insieme a centinaia di colleghi e ho partecipato a tantissime conferenze stampa, ordinarie e straordinarie, concordate con la Rai.

Amadeus merita la conferma per l’anno prossimo?

Sì senza ombra di dubbio. “Ama” ha fatto un lavoro straordinario. E … Chapeau pure al neo direttore di Rai 1 Stefano Coletta, professionista preparato e bella persona.

Voi giornalisti di fatto avete decretato la vittoria di Diodato…

Abbiamo votato esclusivamente nelle serate di venerdì e sabato e sì… una volta definito il terzetto di finalisti, il voto della stampa ha premiato Fai Rumore di Deodato, bellissima canzone, scritta anche dal cremonese Edwin Roberts, votata anche dal sottoscritto e vincitrice, tra le altre cose, di altri premi e riconoscimenti.

Ho tuttavia notato che da quando si è deciso di eliminare la cosiddetta giuria di qualità, mah il metro di giudizio è uniforme e ci sono meno polemiche in sala stampa e dintorni.

A parte il pezzo di Diodato quale hit ha catturato la tua attenzione?

Elodie è stata superlativa e avrebbe meritato qualcosina in più del settimo posto. Bravi Le Vibrazioni e qui, con Davide Simonetta, coautore di Dov’è noi cremaschi giochiamo in casa. Un applauso poi lo riservo ai Pinguini Tattici Nucleari, bergamaschi bravissimi col chitarrista che vive a Pieranica, a Gabbani, all’elegantissima Tosca, a Gualazzi e a Me ne Frego di Achille Lauro, stupendo a osare al Festival ad andare oltre gli schemi.

stefano mauri

 

 

 

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