Golosaria, anche a questo giro, per i tanti operatori presenti nel padiglione dedicato, in quel di Milano Rho Fiera, si è rivelato un appuntamento interessante e strategico: il capoluogo milanese è una Finestra sul Mondo. Ebbene, all’importante appuntamento milanese, nello spazio riservato al vino, c’era pure la cantina Podere Sabbioni, un’azienda agricola bellissima, multifunzionale, squarciante che, come definito dall’Ocse, … oltre alla sua “funzione primaria di produrre cibo e fibre, può anche disegnare il paesaggio, proteggere l’ambiente e il territorio, conservare la biodiversità, gestire in maniera sostenibile le risorse, contribuire alla sopravvivenza socio-economica delle aree rurali, garantire la sicurezza alimentare”. La vigna di questa bella realtà marchigiana è in pratica un anfiteatro naturale appoggiato sulle colline con tanta biodiversità: 4 ettari, 170 metri sul livello del mare, a 20 km dalla costa, ai confini della riserva naturale dell’Abbadia di Chiaravalle di Fiastra, nel comune di Petriolo, in provincia di Macedonia, laddove due pendici contrapposte formano un canalone dove spira sempre una brezza leggera. La composizione dei terreni? Calcare e sabbia, poco scheletro. Un suolo magro, che restituisce vini sapidi, minerali, verticali. I vitigni coltivati? Maceratino Ribona e Verdicchio per i vini bianchi e il Metodo Classico. Montepulciano e Sangiovese per il vino rosso e rosato. Podere Sabbioni lavora in regime di V.I.V.A, il progetto nazionale attento alla sostenibilità della vitivinicoltura in Italia e punta a migliorare le prestazioni sostenibili, nell’intera filiera produttiva. Sì, a tutti gli effetti, la Cantina Podere Sabbioni? Un gioiello di sostenibilità e inclusività, coi loro vini che parlano, della loro terra marchigiana…

stefano mauri

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