La dispendiosità delle partecipate? Ci ha dovuto pensare Grassi a denunciarla

La dispendiosità delle partecipate? Ci ha dovuto pensare Grassi a denunciarla

Finalmente! Mi conforta che un Sindaco, nello specifico Antonio Grassi, forse perché libero da vincoli e condizionamenti partitici – oltre che incline ad approfondire le questioni amministrative, anziché votare acriticamente – abbia fatto emergere pubblicamente, con dovizia di particolari, la dispendiosità, per i cittadini-contribuenti, delle Partecipate e di una modalità discutibile di gestire le medesime.

Spiace che lo debba fare il primo cittadino di Casale Cremasco-Vidolasco e non, per esempio, quello di Crema, Comune Capo Comprensorio per il territorio cremasco: da tempo, tuttavia, si è colto che il rinnovamento – quello autentico e non di facciata – del modo di amministrare non è in cima alle priorità di Stefania Bonaldi, deficitaria di coraggio politico e della capacità di contribuire – con tutto il peso che porterebbe con sé una presa di posizione del Comune di Crema in direzione di una discontinuità di metodi – a porre fine alla proliferazione di onerose consulenze, ambientali piuttosto che legali, pagate da S.C.R.P., ossia dai Comuni e quindi dai cittadini del Cremasco.

Vien da chiedersi quale sia il costo complessivo di tale pletora di esperti e da che cosa origini l’esigenza di ricorrervi in modo tanto considerevole: amici degli amici da beneficare? Necessità di sorreggere la struttura tecnica e amministrativa di S.C.R.P.?

Opportunamente, Antonio Grassi ha ricordato le competenze, in campo ambientale e amministrativo, in capo alla ex Provincia di Cremona, grazie alle quali è stato redatto un ottimo Piano provinciale rifiuti: avvalersene per predisporre la gara relativa all’affidamento del Servizio di igiene urbana del territorio cremasco era proprio così impossibile e privo di logica?

E’ davvero scarso il rispetto dei cittadini-contribuenti – specie in una fase recessiva lontana dall’essere archiviata – che denota la scelta di pagare lautamente società e studi legali di Varese, Padova, Firenze, Bergamo, avendo in casa…o vicino a casa comprovate professionalità: non è certo la condotta di un amministratore che si ponga, rispetto al tema dell’utilizzo delle risorse pubbliche, nella logica del buon padre di famiglia.

Se poi, a fronte di una richiesta assolutamente ragionevole e coerente con l’impostazione del bando di gara, nel quale assumono grande rilevanza la raccolta differenziata e la tariffa puntuale – quella cioè di introdurre un punteggio premiante in favore di imprese, partecipanti alla gara, non proprietarie di inceneritori -, il contributo “chiarificatore” di costoro si pone nel segno di un diniego non argomentato rispetto alla possibilità di inserimento di un tale parametro valutativo, allora si fatica ad allontanare da sé il dubbio che nulla sia casuale, che tutto sia funzionale a un percorso deciso altrove – non certo dall’Assemblea dei Sindaci – da qualche oligarchia politica, sulla testa dei cittadini e dei rappresentanti eletti dai medesimi.

Bene, comunque, che una voce si sia levata, originando almeno un dibattito trasparente che metta tutti – in primis il centro-sinistra, in capo al quale, oggi, risiedono le maggiori responsabilità di governo degli Enti Locali e delle Partecipate…dagli Enti Locali – di fronte alle proprie responsabilità: il cittadino attento potrà farsi un’opinione rispetto agli “innovatori” che circolano in seno alla classe politica anche locale, pronta a incensare a parole il buon Carlo Cottarelli – già Commissario alla spending review di lettiana nomina e di renziano congedo – salvo contraddirne l’impostazione di fondo con i fatti.

Antonio Agazzi

capogruppo Servire il Cittadino in consiglio comunale
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