La follia di uno che non doveva essere lì, la leggerezza che illumina e … la politica

La follia di uno che non doveva essere lì, la leggerezza che illumina e … la politica

Domanda: può uno con alle spalle pesanti precedenti penali per molestie sessuali e una denuncia per guida in stato di ebbrezza guidare quotidianamente un pullman di ragazzini?

Ecco nella risposta che mai è arrivata, o meglio … nel fatto che il nostro autista ha sempre, comunque guidato sta forse tutto il dramma, fortunatamente grazie alla leggerezza (quella vera che illumina) degli studenti, al lavoro delle Forze dell’Ordine, e alla stessa cieca follia del signor Sy (non è un terrorista, ma una brutta persona, un pazzo furioso che deve pagare per ciò che ha fatto) non rivelatosi una tragedia, del pullman dirottato e bruciato, senza (Chapeau) vittime a San Donato Milanese.

Sì non poteva e non doveva guidare il cittadino italiano, originario del Senegal che conduceva, dopo la separazione dalla moglie, una vita ai margini di tutto e di se stesso.

E mercoledì scorso, farneticando in un auto video “Africa Reagisci”, mister Sy ha dirottato il suo autobus con a bordo scolari delle medie che dalla palestra doveva riportare alle Vailati. L’obiettivo? Raggiungere l’aeroporto di Linate e … fare una strage. Ma il buon Dio (quello uguale per tutti indipendentemente dalle religioni e da come vogliamo chiamarlo), il comportamento esemplare dei dirottati (nessuno ha perso la testa e il dialogo tra carabinieri, automobilisti in transito e genitori non è mai mancato) e l’eroismo degli stessi carabinieri e delle forze dell’ordine, non senza fatica riuscivano a fermare alle porte di Milano Sy, dopo che questi aveva incendiato, quasi a voler annientar se stesso, il pullman maledetto che mai, e ribadiamo mai, doveva guidare.

Ah … così per la cronaca: tra gli studenti sequestrati, c’erano pure figli di immigrati che … l’epoca nella quale viviamo, dolenti o piacenti è globale. Questo perché purtroppo poi, a margine della tragedia evitata, certa politica è ritornata a gridare, ad accendere fuochi a narrare, con sguardo e toni ben impostati di una Crema violenta e potenziale incubatrice di terroristi dormienti, di una drammatica e mai integrata immigrazione.

Questo mentre la leggerezza sussurrata dei bimbi, vittime più di tutti, alla faccia di chi grida è riuscita, in parte, a evitare il peggio. E … con la speranza che chi lavora di professione tra i bimbi da oggi sia libero da gravissimi precedenti penali, per il momento è tutto, o quasi.

Stefano Mauri

Perchè far diventare una (sfiorata) tragedia un muro contro muro politico? Perchè ormai è tutto un muro contro muro politico. Perchè l’agone dei social network ha spazzato via qualsiasi forma di dialogo (tanto che rimpiango le paludate Tribune politica da prima repubblica) facendo diventare tutti ultras incattiviti e incalliti nel proprio credo personale. Da ore sulle timeline dei frequentatori del Facebook alla cremasca girano dichiarazioni di ogni tipo. Gente che ribatte colpo su colpo a qualsiasi post. Comunicati usciti che il pullman era ancora caldo di fiamme, persone che sanno già quello che probabilmente non sanno ancora neppure gli inquirenti. L’attentatore della porta accanto e i piccoli spaventati eroi strumentalizzati da una parte e dell’altra. E come ha rilevato un caro amico che vede molto lontano per la prima volta alcune prese di posizione radicali stanno uscendo da Facebook per entrare nella vita vera. E questo è preoccupante. In tanti stanno gettando la maschera mostrando tutto il livore che hanno tenuto in corpo. Ed è questa la vera tragedia.

Emanuele Mandelli

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