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“Sono nata a Crema, anche se da molti anni vivo a Milano. E forse per questo torno qui con uno sguardo un po’ più severo: perché i luoghi dell’origine non fanno sconti.
Da Anima Romita, il progetto di Fortunato Amatruda, si capisce subito che non siamo davanti alla solita pizzeria di successo.
Amatruda è seconda generazione di pizzaioli di Tramonti e questa eredità si sente, ma senza nostalgia folkloristica. Nell’impasto compare anche una nota di finocchietto selvatico, un dettaglio aromatico sottile che accompagna senza mai sovrastare.
Ma la vera differenza è l’insieme.
La divisa impeccabile, una squadra giovane e molto preparata, un servizio attento, perfino la scelta musicale: tutto racconta un lavoro pensato con precisione. Non solo pizza, ma un progetto.
Il menù potrebbe distrarti con ingredienti importanti — jamón iberico, gambero blu della Nuova Caledonia, culatello — ma basta tornare a una Napoli con alici di Cetara per capire la sostanza.
Le alici sono morbide, quasi dolci, perfettamente integrate con un pomodoro fresco e luminoso. Nessuna aggressività salina, nessuna nota stanca di pesce.
È una pizza limpida.
E quando una pizza è limpida, succede una cosa semplice: non serve raccontarla troppo.
Basta mangiarla.
Anima Romita oggi è una delle realtà più solide della pizza in Lombardia. E osservandola da vicino si ha la sensazione che questa “anima romita” non resterà isolata ancora a lungo”.

 

Così postò via social Roberta Schira: giornalista, scrittrice, critica gastronomica e Vice Gran Maestra della Confraternita del Tortello Cremasco.

stefano mauri

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