La politica cremasca che cambia, ecco tutti i nomi dei giovani su cui puntare per i prossimi anni

La politica cremasca che cambia, ecco tutti i nomi dei giovani su cui puntare per i prossimi anni

Siamo all’ultima puntata dell’analisi di ciò che rimarrà del mondo politico cremasco ai tempi dell’amministrazione Bonaldi dopo maggio 2017. Questa puntata è senza dubbio la più particolare. Perché per ora abbiamo parlato di chi c’è e come secondo noi rimarrà e come. Ma adesso vorremmo invece parlare di chi potrebbe apparire sulla scena politica cremasca, da dove e come.  E’ senza dubbio un “campo delle cento pertiche” come si suol dire. Perché non è facile fare questo tipo di previsioni. Innanzi tutto dipende tanto da chi vincerà le elezioni. Una amministrazione Bonaldi 2 potrebbe dare la stura a qualche nuovo giovane sulla scena. Di quelli proposti nel 2012 abbiamo detto. Scommessa vinta quella su Fabio Bergamaschi, rimarrà di certo. Paola Vailati la vediamo più orientata al sociale e forse delusa dalla politica. Giorgio Schiavini è stata una meteora e la sua storia è finita presto.

Iniziamo dal Pd quindi. Uno che avrebbe dovuto essere in Sala degli Ostaggi già nel 2012 e non ci è entrato solo per un errore di valutazione è senza dubbio Jacopo Bassi. Attivissimo nel sociale e nel culturale, con un buon seguito in città, preparato e trasversale. Renziano antelitteram, adesso… boh. Assessorato per lui? Cultura? Ci sta.

Il Pd ha sempre pescato nei giovani dell’ambito Birroteca/Giovani democratici per estrarre dal cappello qualche asso. Li conosciamo bene e anche se ci punzecchiamo sappiamo che ci sono validi elementi. Valentina Di Gennaro, un nome che abbiamo già fatto. A ruota mettiamo Rossana Stellato e Riccardo Mineri. Un tris di nomi su cui ci sentiamo di puntare. Anche per un assessorato, magari minore stile le vecchie politiche giovanili, in caso di Bonaldi bis.

Passiamo ora per un po’ al centro destra. Primo nome che buttiamo sul tavolo è quello di Mauro Tenca. Tanto dipende da come andrà il Referendum. Visto che Tenca si sta impegnando in quello legato a Forza Italia per il No. Di certo è uno dei possibili ricambi in Forza Italia, dietro ai generali storici cremaschi del partito.

Il forte ricambio ha colpito anche la Lega Nord. Un ricambio che ha colpito tutto il direttivo, ad inizio anno Raffaele Volpini è diventato segretario provinciale. Ma va beh ha 45 anni. Piuttosto ci sentiremmo di puntare su Daniel Bressan, rampante anima del Movimento Giovani padani. Molto mediatici in queste ultime settimane. Perché non puntare su lui addirittura come candidato sindaco in caso di corsa solitaria? Sarebbe di rottura. Qualcuno ci ha fatto notare sulla scena ultimamente la ventitreenne figlia di Cesare Giovinetti. Era una delle due ragazze in bianco all’inaugurazione dei Mondi di Carta. Non la conosciamo. Ma ci fidiamo delle nostre fonti.

Parlando di Mondi di Carta. C’era anche Rachele Donati de Conti. Molto attiva in mille campi, persona preparata. Siamo quasi certi che qualcuno gli stia facendo politicamente il filo. Teniamola d’occhio. Anche Fratelli d’Italia si sta palesando parecchio da qualche tempo. Tra i giovani abbiamo notato Raffaele Di Giglio. Ci pare attivo e presente. Non lo conosciamo ancora a sufficienza per dire altro. Ma è un nome che conviene appuntarsi.

Tornando a sinistra. Il primo partito a mettere in campo un po’ di ricambio generazionale è stato Rifondazione Comunista. Anche se oramai Rocco Albano e Andrea Serena sono volti inseriti e conosciuti nella politica cremasca. Potrebbe diventare una lista civica l’associazione di giovani RinasciMenti. Si stanno muovendo bene e con un disegno, secondo noi. Appuntatevi questi nomi: Giorgio Cardile, Nicola Costo Lucco, Luca Ziglioli, Sabrina Badaoui, Beatrice Broglio e Michele Radaelli.

Il mondo delle associazioni di certo darà altri nomi, soprattutto alle liste civiche di centro sinistra. Avremmo in mente un paio di nomi. Ma sono assai labili. Diciottenni su per giù. Ma papabilissimi. Non abbiamo idea di cosa sia invece successo all’interno di Sel in questi 5 anni. Bordo si è affermato e il gruppo di giovani del 2012 che gravitava attorno a Emanuele Coti Zelati, rinfacceremo per sempre a Paolo Losco di avere scritto Meno male che Lele c’è come sorta di sigla della campagna elettorale di Coti Zelati, scimmiottando Meno male che Silvio c’è, si è defilato.

Diremmo che è sfumato il progetto di fare di Progetto Crema una civica. O se lo sarà sarà inglobata nel telaio delle civiche di sostegno alla Bonaldi. Non vedremo quindi Alessandro Pironti in politica, o non in prima linea almeno. Qualcuno che ha gravitato da quelle parti potrebbe azzardare qualcosa. Tipo Leonardo Del Priore. E qui chiudiamo con il Movimento 5 Stelle. Il più difficile da leggere. Dietro a Boldi e Di Feo chi c’è? In tanti di certo… due nomi li facciamo giusto perchè li abbiamo incrociati in questi giorni: Manuel Draghetti e Omar Bergamaschi.

Emanuele Mandelli

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