Un festival più democristiano che populista. Senza sussulti, forse giusto la 106enne che ha detto che a casa nel 1946 erano comunisti e fecero ciao ciao ai fascisti sul referendum monarchia repubblica. Ma ha fatto sorridere, a 106 anni puoi dirlo, prima meno. Un festival necrologico, ogni due canzoni c’era un morto da ricordare. Pippo, Ornellona Vanoni, Vessicchio ma anche Costanzo e una manciata di altri. Come se oltre che il Fantasanremo ci fosse in ballo anche il fantamorto. Un festival senza vie di mezzo musicali. Uptempo da spiaggia da una parte e ballatone vuote strappalacrime dall’altra.

Una prima serata monstre che tra prima, durante e dopo è finita alle 3. Una bella botta per iniziare. Poi stasera e domani dovrebbe essere tutto più diluito. Intanto le canzoni da oggi sono libere di circolare nell’etere e quelle davvero incisive lo si capirà subito non appena partiranno al supermercato e le canticcheremo. Nulla di davvero terribile, ma nulla nemmeno di clamorosamente epico. Oddio, devo risentire le ultime che ero in coma vigile.

Certo la quota babydance è salva. Tra viva viva viva la Carrà della Lamborghini che prende 4 dappertutto ma tutti la stanno gia cantando, il country tamarro di Jax e altre belle perle in 4/4. Olly in aperturta e Gaia a metà con i pezzi dello scorso anno che paiono già dei classici fanno pensare. Davvero il festival vive in una dimensione tutta sua. Ed è solo mercoledì mattina

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