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La Rossignol
ELENA BERTUZZI soprano; ROBERTO QUINTARELLI contralto; LEVI ALGHISI, flauti diritti, cornamuse; FRANCESCO ZUVADELLI, organo positivo, ghironda; MAURIZIO PIANTELLI, liuto, chitarra rinascimentale e percussioni.
Il Natale rappresenta la festa più amata in tutte le epoche di cui ci sia giunta memoria. Nella seconda metà del sec. XVI e nel secolo successivo, la musica dedicata alla Natività visse una stagione d’oro: uscì dalle chiese, entrò nelle case della nobiltà e percorse le strade dei quartieri popolari per celebrare un rituale che, allora come oggi, simbolicamente chiude un ciclo annuale e inaugura quello successivo. Le musiche degli zampognari, le danze, i canti, i suoni di flauti, liuti e chitarre per l’occasione acquisiscono un potere magico, poiché uniscono, rievocano, consolano, tramandano usi e costumi e a loro è affidata la festa, la partecipazione corale alla nascita del Verbo. Nel Rinascimento la tradizione cristiana si intreccia con quella contadina e, sia in ambito colto che popolare, è possibile rilevare grandissima attenzione alla Natività, a quella notte che affascinò poeti, musici, pittori e uomini di scienza.
Avvalendosi di strumenti d’epoca, che consentono effetti e sonorità di grande suggestione, si propongono alcune tra le pagine più belle e vive di un tempo in cui la Natività costituiva la festa principale, l’evento più atteso, l’incontro più importante dell’intero ciclo annuale.
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A LAUDE DEL POVERELLO Vita di San Francesco d’Assisi con canti e musiche sacre del Suo tempo La Rossignol
DANIELA COELLI, attrice; ROBERTO QUINTARELLI contralto; LEVI ALGHISI, flauti diritti, cornamuse; FRANCESCO ZUVADELLI, organo positivo, ghironda; MAURIZIO PIANTELLI, liuto, chitarra rinascimentale e percussioni. “Altissimu, onnipotente, bon Signore, / tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione. / Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare. / Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature…”. San Francesco, patrono d’Italia, è uno dei santi più amati, più popolari e venerati del mondo, specialmente per il suo spirito di umiltà e povertà. Conosciuto anche come “il poverello d’Assisi”, la sua tomba è meta ogni anno del pellegrinaggio di numerossissimi devoti. Trovatore, musico, giullare e poeta, grazie al “Cantico delle creature”, è considerato uno degli iniziatori della tradizione letteraria italiana. Il programma, sostenuto da esecuzioni consolidate da grande esperienza sia concertistica che teatrale, con l’ausilio del suono incantevole di strumenti antichi e ricchi di fascino, ripercorre le tappe principali della vita del Santo, arricchite da musiche sacre del Suo tempo, con molte testimonianze e citazioni originali.
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