La sorella portavoce di Don Mauro, un mio diritto andare al convegno

La sorella portavoce di Don Mauro, un mio diritto andare al convegno

Nonostante le smentite del diretto interessato, fonti vicine al Corriere della Sera affermano con sicurezza che don Mauro Inzoli, al convegno della famiglia non è entrato casualmente, ma lo ha fatto grazie a un lasciapassare ottenuto dagli uffici di Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale lombardo e membro di spicco di Cl.

Intanto lunedì sera sera, la sorella incalzata dai giornalisti, nel cortile del palazzo ove risiede (e dove attualmente vive “Don Mercedes”) ha parlato per conto del fratello (è come se parlasse lui in prima persona) dichiarando quanto segue: “La accuse a mio carico? Passeranno mi rimetto al giudizio divino. L’incontro dedicato alla Famiglia Tradizionale? Libero di andarci, e non mi sono imbucato, ma ero registrato come chiunque altro“.

Queste le frasi, riconducibili al sacerdote cremasco e rilasciate, al CorSera, dalla sorella nel ruolo di portavoce. Stefano Zecchi, casualmente vicino di poltrona dell’ex parroco della parrocchia cittadina della santissima Trinità, sempre lunedì, al Corriere ha ribadito quanto segue: “Io sono arrivato in anticipo e mi sono seduto. Poi è arrivato lui, ha visto quel posto libero, ha chiesto scusa e si è accomodato. Se n’è stato zitto tutto il tempo. Applaudiva parecchio e con entusiasmo. Terminato il convegno quel prete mi ha parlato di come in Danimarca non ci sono bimbi down perché a suo dire fanno in modo di fermarli prima. Ammetto che mi ha inquietato…”.

Insomma presente, suo malgrado (?), al convegno, l’ex punto di riferimento di Comunione e Liberazione fa sempre discutere. Ma cosa si nasconde, veramante, dietro la sua inopportuna presenza?

Intanto la stampa cremasca, con una serie di foto, ha smentito che il sacerdote non conoscesse il governatore Maroni, pubblicando alcune foto della presenza del leghista in veste di ministro ad un congresso dell’associazione Fraternità.

E per finire il caso finisce pure sulla stampa internazionale come il francese Le Monde

Stefano Mauri

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