Maledettamente Strano (Ad Angelo Gasparini)

E rimane comunque

Maledettamente strano:

Non vederti, né sentirti

Per un caffè, per caso

In questa stralunata, paradossale

Estate cremasca

L’ennesima, senza te

Tu che amavi

Questo periodo,

Raccontato, celebrato

Con una poesia, un racconto

Immagini che restavano

Tra il fiume Serio e il Salento,

Finestre di luce

Indispensabili, utili

A rischiarare poi

L’autunno e l’inverno

Nel loro sopraggiungere, naturale

Inevitabile;

Intanto

Non vederti o sentirti

Beh sì

E’ maledettamente strano

Stona, disturba

Fa male,

Allora Angelo

Ovunque tu sia

Mandaci un segno, un po’ di luce,

Un po’ di sole

Per ricordarci

L’estate

Quella che tu,

Sapevi raccontare

stefano mauri11

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