Le dichiarazioni fotocopia sulla moschea di Piloni e della Aiello? Uno politicamente corretto e l’altra leghista mancata

Le dichiarazioni fotocopia sulla moschea di Piloni e della Aiello? Uno politicamente corretto e l’altra leghista mancata

Non avevamo parlato dell’ultimo consiglio comunale. Ma c’è un caso assai divertente che sta impazzando sul Facebook alla cremasca. Durante il consiglio comunale il rappresentante della Lega Nord Alberto Torazzi ha chiesto come sta lo stao del discorso moschea. Replica l’assessore Matteo Piloni. Ecco le sue parole, riportate QUI da Cremaonline:

“non è mai pervenuta alcuna richiesta di aprire un luogo di culto in città in luoghi diversi rispetto a quelli utilizzati oggi dalla comunità islamica. Qualora pervenissero richieste formali verrebbero valutate nel merito, nel rispetto della normativa nazionale, regionale e comunale. Nel programma elettorale non vi sarà alcun riferimento alla realizzazione di alcun tipo di struttura per qualsivoglia confessione religiosa, non essendo tale realizzazione compito di un’amministrazione comunale. L’amministrazione ha semplicemente il dovere di rispettare e far rispettare i diritti sanciti dalla nostra Carta Costituzionale, fra cui anche quello di culto. Da esercitare nelle forme e modalità compatibili con le norme nazionali e regionali vigenti”.

Tradotto in soldoni? La moschea non sarà nel programma elettorale perchè adesso non è più una priorità. Dove le ho già sentite queste parole? La candidata della lista rifondarola (domani sapremo come si chiama e smetteremo di chiamarla così, Mimma Aiello rispondendo a Coti Zelati (di Sel, Si o come diavolo si chiama) che le dava della leghista diceva:

Innanzitutto i musulmani sono cittadini come gli altri, perciò come tutti hanno interesse a una città pulita, sicura, a un lavoro decoroso, asili funzionanti, viabilità sostenibile. Ritengo che il luogo di culto sia un falso problema e parto da dati oggettivi: il bando è scaduto e nessuna richiesta è ulteriormente pervenuta all’amministrazione, che io sappia. Quindi, non vi è alcuna risposta da dare. Quando ho dichiarato che “lo Stato è laico”, intendevo dire che è aperto a qualsivoglia religione e non disconosco il principio costituzionale di cui all’art. 19 secondo cui esiste il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa. Non intendo in alcun modo disconoscerlo. Ciò significa che, qualora mi venisse sottoposta una richiesta per l’apertura di un luogo di preghiera  da parte di qualunque comunità religiosa, seguirò le leggi esistenti e l’iter previsto senza alcuna preclusione.

Ma ma… Mi paiono gli stessi identici concetti no? La Aiello, che è un peperino (infatti ci piace) lo ha fatto notare su Facebook, anche al buon Franco Bordo (di Sel, Si o come diavolo si chiama). Che dice tipo…. eh no la dichiarazione di Piloni è più completa. Sem apost… Ah ma Piloni è un alleato e i rifondaroli no. Ahhh…

Emanuele Mandelli

 

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