Le riflessioni di don Lorenzo dopo gli attacchi, don Emilio Lingiardi in pensione

Le riflessioni di don Lorenzo dopo gli attacchi, don Emilio Lingiardi in pensione

Presumibilmente entro la fine dell’anno, la parrocchia della cattedrale avrà un nuovo parroco (don Gabriele Frassi e don Giambattista Strada rientrano nelle nomination, ndr): don Emilio Lingiardi andrà infatti in pensione. Intanto, dopo gli insulti e gli atti vandalici che l’hanno colpito, il reggente di San Bernardino don Lorenzo Roncali, via web ha reso note le sue riflessioni che riportiamo in seguito:

“Condivido con voi la riflessione che ho condiviso con i miei parrocchiani al termine di ogni Messa festiva del 27 agosto dopo gli atti di vandalismo dei giorni scorsi:

Permettetemi di esprimere la mia indignazione per quanto accaduto la notte tra il 21 e il 22 agosto. Ho sempre creduto nella educazione dei ragazzi e dei giovani e continuerò a farlo. Esprimo il mio forte dispiacere. Dico il mio no a tutti gli atti di violenza e vandalismo. Chiedo a quanti possono, di vigilare e di farsi presenti nella tutela anche dei residenti di via Vittorio Veneto che hanno subito danni anch’essi. Desidero far sentire la mia voce di parroco come espressione di solidarietà verso tutti coloro che si ritrovano vittime di questi atti di vandalismo (penso ai tanti preziosi volontari dell’Oratorio) e dello schiamazzo notturno, atteggiamenti questi che rendono invivibile la propria casa e il proprio riposo.

Tra i nostri giovani, ci sono alcuni che riempiono le loro notti di nulla e di alcool pensando di manifestare la loro potenza scagliandosi contro dei vasi, imbrattando muri e pavimenti e distruggendo quanto non appartiene loro. Tutto questo è incivile. Tutto questo distrugge il futuro. Tutto questo dice povertà culturale. Chi non sa apprezzare la propria bellezza è destinato ad abbruttire sempre di più la propria vita e purtroppo la vita degli altri. Dio ci salvi da questa grettezza e ci illumini nel percorre sentieri di vita.

Il problema che ora si apre è: quali sono le scelte giuste, le immagini realizzanti, le risposte corrette a cui tendere in un clima così disgregato e disgregante, come quello contemporaneo? C’è poi un minimo di accordo sui valori a cui educare e sul modo con cui educare tra le diverse agenzie educative?

Una cosa, infatti, è ciò che si sente a casa, altro quello che si vive in parrocchia, altro in compagnia, in tv …Nel limite del possibile lavorare in rete, convergere. L’educazione è azione comune, è azione di comunità educante.

L’oratorio è una comunità che educa all’integrazione fede e vita, grazie al servizio di una comunità di educatori in comunione di responsabilità con tutti gli adulti.

L’oratorio deve porsi come comunità educante all’interno della comunità più ampia, centro di vita spirituale, che è la parrocchia.

La parrocchia deve saper che ha, nel suo essere missionaria, un ponte stabile tra chiesa e strada (Mons. Sigalini), l’oratorio. Deve cioè sapere che ha mandato, stabilmente!!!, un missionario tra i giovani nel servizio di oratorio. Per questo faccio appello alla sensibilità e alla generosità di tanti per far sì che quanto successo non solo non avvenga più ma ci sia una mobilitazione per rilanciare il nostro Oratorio come luogo aggregativo, educativo e spirituale. Serve l’aiuto di tutti, nessuno escluso! L’assemblea aperta di lunedì sera, 28 agosto, alle ore 21 nel Teatro Oratorio può essere un’occasione per tutti di confrontarci in maniera serena e costruttiva.

Grazie per quanti mi hanno espresso la loro vicinanza e il loro affetto Prego il Signore affinché tutti possano impegnarsi per il bene delle nostre comunità parrocchiali per amare sempre di più quel buon Dio per cui ho speso la vita da 20 anni!

Grazie di cuore…”

sm

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