Ci troveremo sabato 8 novembre, alle ore 16.00, in Piazza Duomo.

A dare il via alla nuova mobilitazione per dire no al testo che aprirebbe la porta alla morte di stato nel nostro ordinamento giuridico è stata la veglia dello scorso 13 ottobre a Roma a cui sono seguite Genova, Busto Arsizio, Padova, Brescia, Cremona e diverse altre città.
Difendere la vita non è un gesto politico, è un atto di verità, perché una società che elimina i suoi elementi più fragili smette di riconoscere la propria umanità.
Per questo le Sentinelle si alzano ancora una volta in piedi.
Vegliamo in silenzio, in risposta al rumore del mondo.
Leggendo un libro, per non piegarci agli slogan vuoti che vorrebbero convincerci che scegliere di morire è una libertà e consentirlo per legge un gesto d’amore e di civiltà.
In piazza perché vogliamo dare visibilità pubblica al popolo che non considera un ammalato un peso, anche quando la sua patologia è inguaribile, e non considera in nessun caso buona la soppressione di una vita umana.
Ad un metro di distanza l’uno dall’altro, perché ciascuno è responsabile di un metro quadrato, un pezzettino di realtà, e soprattutto è in rete con tutti gli altri, unico vero antidoto al dolore vissuto in solitudine. La vita è inviolabile sempre, anche quando faticosa ed è preziosa anche nella sofferenza.

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